#ViolenceInRome episodio 4

13 luglio 2010 at 08:49 (terremoto) (, , , , , , , , , , )

Cerrchiamo di capire chi sta spingendo chi…

“Spiccate denunce nei confonti di due partecipanti alla manifestazione a Roma del 7 Luglio.Si tratta di E.M. 39 anni(promotore) e di G.C. 26 anni, romano. Nei filmati del simpatico omino della Digos che ci riprendeva dalla camionetta risulterebbero altri 22 romani appartenenti a centri sociali”

Fatemi capire… quindi sti Aquilani sarebbero pure dei cretini, che oltre che cornuti e mazziati, si assumono anche responsabilità non loro?

Ma la dignità voi della Polizia dove l’avete persa? Pensate che ci sia ancora qualcuno che non conosce il metodo “Cossiga”?

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#ViolenceInRome

7 luglio 2010 at 14:40 (terremoto) (, , , , , , , )

#ViolenceInRome è il tag che oggi sul web permette di rintracciare, sui social network, immagini e commenti su ciò che sta accadendo in queste ore a Roma.

Oggi, 7 luglio, gli Aquilani sono stati attaccati dalla polizia, in tenuta antisommossa, mentre cercavano di sfilare in corteo da piazza Venezia a Montecitorio a Roma. La manifestazione era programmata, organizzata e, soprattutto, AUTORIZZATA.

Il TG1 di scodinzolini (perdonate la minuscola, ma non riusciamo proprio a vederlo come persona) manda in onda un servizio e il giornalista liquida la vicenda così: “Tafferugli e spintoni, ma nessuno è riuscito a superare la barriera delle forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa. Una ragazza ha lamentato di essere stata colpita accidentalmente al volto.”

Il TG2 non parla nemmeno dell’accaduto.

Parole in diretta dalla manifestazione: “Hanno picchiato a manganellate i nostri ragazzi, hanno caricato i nostri gonfaloni, le nostre insegne pacifiche e le nostre mani nude. Ho visto teste rotte sanguinare davanti a me. È una vergogna. Voi fate girare. Hanno picchiato i terremotati inermi.”

Noi chiediamo scusa. Chiediamo scusa perchè non siamo in grado di diffondere i fatti come vorremmo. Chiediamo a tutti quelli che ci leggono di diffondere la notizia sui loro blog, sui lo profili nei social network e di parlare con quanta più gente possibile di questa, ennesima, barbarie nei confronti del popolo Aquilano.

Noi senza parole e con le lacrime agli occhi…”

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