Piccole, continue, manipolazioni della realtà

18 novembre 2009 at 18:11 (terremoto) (, , , , , )

Ieri pomeriggio ho notato questa notizia flash nella home di Repubblica:

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Una grossa incongruenza salta subito all’occhio. A L’Aquila NON si sta ricostruendo, si sta costruendo, che è una cosa ben diversa. Nulla di ciò che è stato danneggiato dal terremoto è ancora stato rimesso in piedi.

Ho deciso di andare a verificare personalmente ciò che dice l’articolo del New York Times citato, e questo è ciò che ho trovato e tradotto (la versione originale si trova qui). Potete verificare personalmente ciò che riporto, se masticate l’inglese. La frase riportata dalle agenzie italiane c’è e l’ho evidenziata in grassetto, ma è seguita da una serie di considerazioni di tenore ben diverso.

[…]

Il governo ha costruito centinaia di nuovi appartamenti in tempi record rispetto alle risposte date ad altri disastri del passato in Italia. Oggi 5.400 persone vivono in nuovi alloggi, numero destinato a salire a 17.000 a gennaio secondo le stime della Protezione Civile.

Tuttavia i problemi sono assai più profondi. Il terremoto ha distrutto l’economia della regione. Migliaia di imprese sono chiuse. Quasi un quarto degli 80.000 residenti de L’Aquila riceve i sussidi di disoccupazione governativi, comunicano i funzionari, mentre più di 20.000 sono sparsi per la regione in sistemazioni provvisorie, tra questi 13.000 negli alberghi e 8.000 in case sulla costa adriatica. Alcuni vivono nelle proprie seconde case.

L’università de L’Aquila, un pilastro dell’economia locale, ha perlopiù riaperto i battenti, ma i suoi 28.000 studenti hanno perso la loro città universitaria. Senza alcun centro storico o base economica, gli esperti avvertono sul rischio di una depopolazione radicale. “Sto combattendo per far si che le persone non lascino definitivamente L’Aquila”, dice Stefania Pezzopane, la presidente della provincia.

In condizioni ancora peggiori sono i quasi 800 sfollati che vivono in sistemazioni di fortuna. [nota: a noi risultano essere di più].

[…]

La basilica [nota: Santa Maria di Collemaggio] è uno dei 45 monumenti per i quali il governo italiano sta raccogliendo fondi per il restauro, molt sono nel centro storico de L’Aquila, le cui innumerevoli rovine sono sorvegliate dalla polizia e chiuse al pubblico. Il dibattito su come ristrutture la città, una volta pittoresca, è intenso, e gli esperti stimano che ci vorranno anni per decidere come procedere.

[…]

A voi le conclusioni.

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L’ipocrisia che ci circonda

7 settembre 2009 at 09:50 (terremoto) (, , , , , , )

Cari giornalisti e comici impegnati, ditelo che non siete interessati veramente a quello che succede a L’Aquila.

Ditelo che scrivete i vostri articoli e articoletti satirici solo per far vedere che siete “contro”, che linkate notizie su L’Aquila per far vedere che vi interessa, che siete filantropi, ma che in realtà è tutta una facciata.

In Abruzzo si sta consumando uno dei più grandi eventi catastrofici che abbia colpito l’Italia, gestito in maniera assai discutibile: noi, che curiamo questo blog, ci siamo fatte in quattro per cercare anche l’aiuto di chi ha visibilità, consce del fatto che siamo una goccia nel mare, anche se ci stiamo impegnando molto (a nostre spese, investendo il nostro tempo, la nostra faccia, e sopportando anche trattamenti che definire discutibili è un eufemismo).

Diversi lettori e diversi amici ci hanno ripetuto la seguente domanda: “Perché non chiedete aiuto a…?”, seguita dal nome di un giornalista, di un comico, di una testata giornalistica che sembra attenta ai problemi “del paese reale.”

La nostra risposta non può che essere sempre la stessa, “Lo abbiamo fatto e non ci hanno risposto.”

L’ultimo esempio, forse il più eclatante, è quello di Sabina Guzzanti: in un suo recente post ha chiesto:

Visto che state tutti all”estero e ci credo non lo metto in dubbio, all’estero ci sono tante comunità di abruzzesi. Quello che ho trovato a una prima occhiata su internet temo sia soggiogato al governo con nomine che non ho indagato ma così di primo acchitto non mi convincono. Sareste così gentili da trovare dei contatti sempre a scopo umanitario? Se non li volete bruciare mandateli alla mail del sito.

Abbiamo risposto a questa richiesta commentando il post stesso, ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta da Sabina Guzzanti. Abbiamo anche scritto via email e anche qui nessuna risposta. Così come non ne abbiamo ricevute da Grillo, Travaglio, Repubblica, Rai Tre (TG3 e Annozero) e diversi altri.
Quando abbiamo iniziato questo progetto l’avevamo pensato: sarà una lotta, una lotta con i mulini a vento, ma non ci aspettavamo di dover lottare anche contro i buoni profeti.

Non ci lamentiamo della strada che abbiamo consapevolmente scelto, ma non possiamo che essere amareggiate e arrabbiate davanti a queste reazioni (mancate).

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