Dopo di Lui il diluvio…

2 dicembre 2010 at 11:36 (terremoto) (, , , , , , , )

Non bastava il terremoto. Non bastava il manganello della Protezione Incivile pronto a calare su ogni iniziativa. Non bastava nemmeno la distruzione di un territorio meraviglioso ad opera di speculatori al soldo del Governo.

No, serviva un’alluvione.

Serviva un’alluvione per riportare l’attenzione su un dramma che si consuma ogni giorno, ignorato ormai dai media e dimenticato dalla gente comune. Serviva un’alluvione per dimostrare che quel famoso piano C.A.S.E. è una immane idiozia, fatta di case costruite in cartongesso, sulle rive dei fiumi nei quali si scaricano le acque nere senza nessun depuratore, senza un serio progetto di urbanizzazione delle aree. Ecco sì, serviva un’alluvione.

Ma forse, e dico forse, gli Aquilani ne avrebbero fatto a meno.
Avrebbero fatto a meno di vedere le loro casette di legno, comprate senza alcun contributo da parte dello Stato, riempite da un metro d’acqua… cosa che accade nei pressi della caserma della GdF.
Avrebbero fatto a meno di tornare negli hotel.

Forse…

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Gli Angeli del Web

7 novembre 2010 at 10:38 (terremoto) (, , , , , , , )







“Vorrei approfittare della televisione per dire loro che non ci siamo dimenticati di voi, è che non riusciamo ad arrivare”

Queste le parole della Protezione Civile nel video allegato. Vediamo volontai kamikaze giunti da ogni dove, armati di stivali in gomma, spalare fango a mani nude, sentiamo un contadino del posto raccontare di aver evacuato persone sulla benna del suo trattore… ma LORO non sanno come arrivare alle case degli sfollati…

CHI HA RUBATO I MEZZI ANFIBI DELLA PROTEZIONE CIVILE?

Non è che se li è venduti qualche alto funzionario per pagarsi le escort?

Non abbiamo altro da dire al riguardo, l’inadeguatezza dei vertici di Protezione Civile, di quella che si autodefinisce la Protezione Civile migliore del mondo, è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno voglia di vedere.

La situazione del territorio veneto invece è disastro vero…

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Terremoto09: trasferta in Veneto

4 novembre 2010 at 19:54 (terremoto) (, , , , )

Come molti di voi già sapranno, una disastrosa alluvione ha colpito il Veneto in questi giorni, un’alluvione che sta provocando danni ingenti nelle province di Padova e Vicenza in particolar modo. Gli sfollati sono migliaia, i danni enormi. L’acqua non è ancora scesa e i mass media, come spesso accade, se ne stanno già dimenticando.

Noi no.

Da domani, venerdì 5 novembre, e fino a domenica, chiunque volesse dare una mano a spalar fango nel Padovano può contattarci tramite il solito indirizzo email.

Ci troverete a Padova, impegnati a dare una mano alle popolazioni alluvionate in accordo con l’Assessore Andrea Micalizzi, che ha lanciato anche un appello sul suo Facebook.

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Per non dimenticare

27 settembre 2010 at 14:42 (terremoto) (, , , , , , , , )

Sabato 2 ottobre 2010, presso l’Auditorium del Comune di Selvazzano (PD), inaugurazione della mostra fotografica di Elisa Gianola, in collaborazione con Terremoto09.
Considerato che l’ingresso è gratuito e la necessità di tenere alta l’attenzione su L’Aquila dovrebbe essere priorità nostra e di chi ci legge, vi invitiamo a partecipare numerosi.

immagini a scaricabili le trovate qui, qui e qui

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Sono finiti i soldi

20 luglio 2010 at 10:14 (terremoto) (, , , , , , )

Sono finiti i soldi.
Gli albergatori dela costa abruzzese non vengono più pagati ed esplode il caso di un hotel che ha accumulato 500.000 euro di debiti.
La Regione Abruzzo risponde che non ha i soldi per pagare.
Gli sfollati devono lasciare gli hotel entro fine settimana.

E ora?

Ricordiamo che sono ancora migliaia le persone ospitate negli hotel sulla costa e nel Teramano e che a L’Aquila gli alloggi nei M.A.P. e negli appartamenti del progetto C.A.S.E. sono già assegnati e non bastano per tutti… rimontiamo un bel villaggio tutto blu?

Questo solo per ricordare come sia stata mal gestita tutta la situazione fin dall’inizio, spendendo inutilmente soldi solo per creare una facciata di benessere che non ha però una corrispondenza reale nella quotidianità.

A questo aggiungiamo il fatto che alcune aziende, che avevano spostato i propri dipendenti in succursali fuori provincia, ora li stanno richiamando… ma anche questi non trovano alloggi disponibili. I pochi immobili rimasti intonsi dopo il terremoto hanno prezzi pazzeschi, ho visto con i miei occhi un bilocale, fuori dal mondo, affittato a 1600 euro mensili…

E il silenzio continua a regnare sovrano

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#ViolenceInRome episodio 3

11 luglio 2010 at 17:12 (terremoto) (, , , , , , , , )

Riportiamo la lettera inviata dagli Aquilani al Ministro Maroni.

LETTERA DEGLI AQUILANI AL MINISTRO MARONI
L’Aquila – Assemblea Cittadina – 11 luglio 2010

Signor Ministro,

abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi Le scrive è l’assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla Sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell’inchiesta.

Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA’. Tutto il resto sono delle assolute falsità.

Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo.

Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.

Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.

Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell’ambito dell’inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita. Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni, rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.

Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti

Vi preghiamo di diffonderla.

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Giovedì, 7 luglio 2010

30 giugno 2010 at 10:59 (terremoto) (, , , , , , , , , , )

Riportiamo L’appello del comitato 3,32.

Il 7 luglio, in occasione del voto sulla manovra, L’Aquila invaderà Roma. In questa occasione abbiamo bisogno di solidarietà vera. Quel tipo di solidarietà che non è fatta di carità e pietismo, ma di condivisione reale dei nostri problemi. Vorremmo avervi al nostro fianco tutte e tutti, con i colori nero-verdi che sono stati dati alla nostra città dopo il terremoto del 1703 (nero come il lutto, verde come la speranza di rinascita) perché il 7 luglio è il momento per urlare IO STO CON L’AQUILA! Appuntamento ore 10.00 Piazza Venezia – Roma

Ci si chiede di tornare a pagare le tasse, i mutui, le imposte dal 1° luglio 2010 e a restituire tutti i contributi che sono stati ad oggi sospesi in tempi brevissimi ed in modalità non chiare. Ad oggi è per noi semplicemente impossibile far fronte a questa richiesta. Perché nel nostro territorio ci sono 16.000 persone che hanno perso o stanno perdendo il lavoro, e di questi migliaia sono cassaintegrati; Perché nulla è stato pensato o fatto dal governo e dalle varie strutture commissariali per favorire il rilancio dell’economia se escludiamo il ridicolo contributo di 800 euro per tre mesi erogato ai commercianti e agli artigiani, insufficiente perfino per pagare i debiti con i fornitori. Non stiamo chiedendo particolari privilegi ma semplici diritti. Dopo il terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche le popolazioni terremotate hanno restituito le imposte sospese dopo 12 anni e solo al 40%. Stiamo chiedendo una legge organica che stabilisca fondi e tempi certi per affrontare la ricostruzione. La popolazione già a giugno 2009 sapeva, quando ha contestato il decreto Abruzzo, che i fondi finora stanziati erano totalmente insufficienti. Ora anche le istituzioni locali ci vengono a dire che sono esauriti i fondi anche per coprire l’emergenza che non è ancora finita (come i soldi per gli alberghi dove sono costretti ancora in migliaia di aquilani, per il contributo di autonoma sistemazione di cui l’erogazione è ferma a gennaio o per la ristrutturazione degli immobili lievemente danneggiati). Vogliamo uscire dalla continua incertezza dettata dal sistema delle ordinanze e delle proroghe all’ultimo minuto, vogliamo ricostruire e crediamo che questa non possa essere una battaglia solo di questo territorio. E’ una lotta che ci riguarda tutti. L’aquila e i borghi colpiti sono di tutte le italiane e di tutti gli italiani, patrimonio collettivo del paese che non può permettersi di perderlo per abbandono o spopolamento. Ci riguarda tutti perché il Modello L’Aquila è un tentativo di annullare la solidarietà, primo sintomo di un federalismo dell’egoismo che non possiamo permettere diventi prassi nel nostro paese.

3e32

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Orgoglio Aquilano

25 giugno 2010 at 08:59 (terremoto) (, , , , , , , , )

Gli Aquilani invadono Roma. Era ora.
Ieri 2 distinte manifestazioni nella Capitale; da un lato gli amministratori dal Sindaco Cialente a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione che spostano a piazza navona il consiglio comunale. riporto qui l’articolo apparso su Il Fatto:

L’idea è venuta nella tenda di piazza Duomo, l’unico tetto rimasto a coprire il ventre aperto dell’Aquila. “Roma non si fa più viva? Andiamo là noi”. Consiglio comunale a piazza Navona. Davanti al Senato, uno dei palazzi che non ha più tempo per loro. Ci sono i consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti, gli assessori, il sindaco della città e dei comuni vicini, il presidente della Provincia. E i cittadini. Sperano di essere ricevuti almeno da qualcuno di quei politici che, passata la campagna elettorale, in Abruzzo non ci vanno più nemmeno per le passerelle. Da ieri, l’Aquila è in stato di agitazione permanente. Ci rimarrà finchè non avrà ottenuto risposta a due richieste: l’istituzione di una tassa di scopo finalizzata a ricostruire il centro storico e la sospensione delle tasse. Per il ministro Tremonti, infatti, dal 1 luglio gli aquilani avrebbero già dovuto ricominciare a contribuire alle finanze pubbliche. Ieri è passato un emendamento che rinvia la “t e go l a ” al primo gennaio. “Sembra uno di quei film americani – dice il sindaco Massimo Cialente – in cui la corte federale rinvia di sei mesi un’esecuzione capitale”. Un’elemosina, ben diversa da quello che è successo con i terremoti in Umbria, nelle Marche, in Molise, perfino meno dell’alluvione di Alessandria: là, le tasse le hanno restituite al 40 per cento in dodici anni. Qui – in una città dove ci sono ancora 32mila sfollati e almeno 800 attività senza sede – il governo le rivorrebbe al 100 per cento entro il 2015. Lo dice chiaro il sindaco Cialente: “Non siamo qui per sensibil i z z a re ”. Sono qui per fare domande, perché non ci stanno a far passare l’idea “che all’Aquila è tutto risolto, che ci siamo pure divertiti perché sono venuti i cantanti, che siamo un popolo di ingrati”. Le risposte le vogliono da quel premier che “all’ini – zio veniva un giorno sì e un giorno no”. E adesso è sparito. “Non capisco perchè ci debba ancora rispondere la Protezione civile quando la dialettica è tra enti locali e governo: questa è la fisiologia di un Paese normale”. Mentre le istituzioni provano a ristabilire la normalità, i cittadini si sentono “partigiani del Terzo Millennio”. Torneranno a Roma a manifestare anche il 6 luglio. Non hanno più voglia di “fare finta di essere normali, di continuare a vivere come se nulla fosse”. Sono stanchi, ma per fortuna hanno ancora un po’ di voglia di scherzare. “Ane – mone pensaci tu”, recita un cartello. “Va bene tutto ma non ce remannete Bertolaso”, dice un altro. Poi, mentre il loro sindaco dall’aula consiliare allestita in piazza Navona attacca il governo e la Protezione civile, lo spronano: “Bravo, mena”. Mentre racconta che le casse del Comune sono vuote, urlano: “Dillo!” La politica ieri in piazza Navona c’era: il senatore Idv Stefano Pedica armato di carriola carica dei mattoni della cricca, i Radicali che annunciano una trasferta aquilana dal 2 al 4 luglio, la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, Franco Marini e molti senatori e deputati, quasi tutti di origine abruzzese. C’è anche il senatore Piccone, che in Abruzzo – oltre ad aver fornito opere, tramite la sua impresa edile, per la realizzazione della new town – fa il coordinatore del Pdl. Gli aquilani lo contestano, non lo lasciano parlare. Lui se ne va inferocito, accusando il sindaco Cialente di essere “un incapace”. A calmare gli animi ci pensa Giovanni Lolli, deputato Pd, aquilano: “L’unità che abbiamo conquistato è l’arma più importante che abbiamo, non facciamocela togliere da nessuno”. L’unità è quella che si è vista il 16 giugno quando a manifestare per le strade dell’Aquila c’erano tutti, destra e sinistra. “Non possono più attaccare le carriole, gli ingrati di sinistra – dice Mattia, 27 anni, del comitato 3e32 – ora c’è un’identità di vedute, chiediamo le stesse cose”. Ma sarà vera tutta questa unità? Qualcuno “a guardia del barile” è rimasto. Là nel cratere, c’è ancora chi va dicendo che il governo si è comportato bene. “Ma sono come gli ultimi dei mohicani – dice il sindaco Cialente – E noi li stiamo addirittura tutelando, come facciamo nel Parco nazionale con gli animali in via d’estinzione”. Il titolo di capo tribù, per il momento, se l’è conquistato il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Sulla manifestazione del 16 giugno – 20mila persone in piazza, un’autostrada bloccata – non ha detto una parola. Ieri gli aquilani sono andati anche sotto la Rai, a protestare contro “la vergogna dell’informazione di questo Paese”. C’era anche la signora Mimma, che all’Aquila c’è nata, ma da cinquant’anni vive a Roma. Ora quando va a trovare i suoi parenti, fa la caccia al tesoro: “Chi sulla costa, chi in una casa in affitto, chi dall’altra parte. Sono tutti dispersi”. Il Tg1 non lo sa. O meglio, lo sa e non lo dice. Quando un consigliere di amministrazione Rai, Rodolfo De Laurentiis invita una delegazione a salire a viale Mazzini, gli aquilani rispondono che sono le telecamere della Rai che devono andare a l’Aquila, non il contrario. Non è difficile, lo dice anche la signora Mimma: “Da Roma, ci vuole un’ora e un quarto”;
“Il Fatto Quotidiano Venerdì 25 giugno 2010 – Anno 2 – n° 174 pagina 10”

dall’altra i comuni cittadini che protestano sotto la sede RAI di viale mazzini, contro quella televione pubblica che oscura il loro dramma, contro quel Bruno Vespa, Aquilano, che continua a fregarsene della sua città e a riempire di bugie le case degli Italiani.

Diffondete… l’emergenza non è finita, il dramma si consuma ogni giorno.

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Considerazioni a margine

24 giugno 2010 at 18:44 (terremoto) (, , , , , )

Hermans, abruzzese, ha accompagnato Elisa e Monique nel loro viaggio e ci regala le sue emozioni:

Ieri mi ero portato la Moleskine ®, quella dove all’inizio di questo 2010 avevo cominciato a riprendere l’abitudine a scrivere e poi, invece, le pagine si sono trasformate in disegni in guerra contro le parole.
Ma, di mettere nero su bianco qualcosa, non avevo nessuna voglia. Solo che, conoscendomi, alla fine qualche considerazione sulla giornata passata in compagnia di Monique ed Elisa sarebbe comunque venuta a bussarmi dentro.

Ne scriverò solo alcune, come se mi appropriassi per un attimo del margine del blocco degli appunti di viaggio in Abruzzo di Monique e Elisa.
Parto dalla fine, dalla notte che ci ha avvolto colle linee grasse e grigie delle nuvole all’orizzonte, eppure filtrava sotto del rosso, sgusciava ostinato tra le ferite notturne.
Parto dal vento che è venuto a scuotere un po’ le piante che facevano da cornice alla nostra cena a Lucoli prima di ripartire.
Parto dall’affetto che le persone hanno dimostrato nel rivedere Monique e dalla luce nei suoi occhi mentre riceveva ed elargiva abbracci.
Questa donna testona e così particolare, deve avere un cuore troppo grande altrimenti non me lo spiego come abbia fatto a donarne un pezzetto a tutte le persone che abbiamo incontrato.
Parto dall’odore delle mie montagne che non sentivo da troppo tempo, dalla cucciolotta che tenevo in braccio e da quella rara leggerezza della mente, senza nemmeno un sassolino dentro a dar fastidio.

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Parto dal gomitolo di impressioni mentre si camminava tra le case fantasma, c’erano tante rose con i boccioli sorridenti, piantine su balconi lontani in mezzo alle macerie, piantine ostinate a non morire.
Parto dalle emozioni che Elisa non riusciva a trattenere ogni volta che puntava l’obiettivo per catturare ambienti quotidiani immobilizzanti nel tempo e feriti dal terremoto, così scossa da “volerla” fermare un attimo per abbracciarla al di là del vetro e dirle tranquilla.

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Parto dalle frasi in dialetto, catturate casualmente per strada o in un bar, che raccontavano delle scosse di due giorni prima che avevano risputato fuori le stesse lesioni appena curate con reti elettrosaldate e infiltrazioni di resina, della paura dell’abitudine che porta lentamente a non saper più riconoscere la scossa innocua da quella mortale.
Parto dal silenzio innaturale dei moduli casa, dove, per cercare di capire se c’è davvero vita umana, gli occhi devono affidarsi alle auto parcheggiate e a qualche panno steso ad asciugare.

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Parto dai terremotati che ancora si domandano il perché di certi assurdi comportamenti e di certe inspiegabili gelosie manifestate dalla Protezione Civile che sembrano il frutto più della volontà di emergere, fino al punto di spersonalizzare cittadini liberi già traumatizzati dal sisma, che di aiutarli a riprendersi.
Parto con la mente a penetrare tante sfumature di un giorno e mi restano troppe cose dentro, è finito il margine così le riflessioni proseguiranno dentro l’anima.

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Trovate Hermans qui, qui e anche qui.

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Il silenzio regna sovrano

20 giugno 2010 at 14:03 (terremoto) (, , , , , )

A L’Aquila si è tenuta la più grossa manifestazione degli ultimi 50 anni, più grossa di quelle che alimentarono la faida tra la città e Pescara.

A L’Aquila il Sindaco Cialente si è tolto la fascia e ha sfilato stringendola in mano come segno di protesta (forse avrebbe dovuto strapparla).

A L’Aquila migliaia di manifestanti hanno bloccato l’autostrada in direzione Roma, sfilando pacificamente per riportare l’attenzione sulla loro città.

Quanti di voi hanno visto queste immagini nei telegiornali?

Quanti hanno visto Scodinzolini mandare in onda questa protesta?

Quanti sono convinti che l’emergenza sia finita? Che gli Aquilani stanno bene? Che tutti hanno un tetto?

Bene… se rispondete sì anche ad una sola di queste domande è giunta l’ora di farvi curare. Avete bisogno di una dose di realtà, in vena.

A L’Aquila non va bene un cazzo. Monique è appena tornata da quelle zone ed è sconvolta. Sconvolta perchè è tutto come lo ricordava, ma non dall’ultima volta in cui era scesa in quella terra martoriata, bensì uguale alla prima volta… il 25 aprile del 2009.

Quello poi che, ogni volta, sconvolge di più è quello che si scopre mettendo mano alla calcolatrice. Oggi Monique ha calcolato che l’importo delle tasse che gli Aquilani pagheranno è superiore all’investimento che il Governo ha fatto fino ad ora (già, a loro non è concesso di tenersi i soldini come successe dopo gli altri terremoti in Italia).

Vediamo di capire… le C.A.S.E. brutte, malfatte e mal posizionate, i villaggi dei M.A.P. e lo stradone nuovo di zecca costruito per Obama, sostanzialmente, se li pagano da soli?

Esatto.

Esiste ancora gente che ha il senso delle cose o no? E’ un’abominio! Abbiate il coraggio di guardare in faccia la realtà per quello che è, invece di credere alle favole che vi vengono raccontate. Ci sono dei fatti inconfutabili che solo chi è stupido o in totale malafede può negare.

A breve pubblicheremo le immagini dell’ultimo viaggio di Monique a L’Aquila e le piccole storie di chi l’ha accompagnata.

Diffondete queste notizie, l’emergenza non è finita.

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