La farsa continua: falsa terremotata a Forum

27 marzo 2011 at 10:45 (terremoto) (, , , , , , , , , , )

A quasi due anni di distanza dal terremoto continua ad esserci profonda disinformazione e distorsione delle ormai poche notizie che arrivano sulla situazione del territorio aquilano.

L’ultima farsa in ordine tempo è avvenuta a Forum, come apprendiamo da questo articolo di Gisella Ruccia de Il Fatto Quotidiano.

Durante la trasmissione una donna abruzzese (ma non aquilana!) ha portato davanti al giudice l’ex marito, per ottenere da lui i soldi necessari alla riapertura della sua attività commerciale. Nel perorare la sua causa la signora ha dipinto un quadretto idilliaco della situazione in cui versa oggi il territorio aquilano. Cito dall’articolo:

Dalla iperbolica testimonianza della donna affiora un’immagine paradisiaca e sbrilluccicante dell’Aquila: dopo la devastazione totale (“la casa si rigirava, cadevano tutti…eeehm…i lampadari, si sono staccati persino i termosifoni dal muro!”), una città completamente ricostruita nei centri storici, una specie di Eldorado dove “tutti hanno le case”, non c’è più paura e “solo 300 aquilani sono rimasti fuori e mangiano e bevono a spese dello Stato”. E via all’apologia del divo Silvio: “Dobbiamo ringraziare solo il presidente Berlusconi. Non ci ha fatto mancare niente, ha dato a tutti case con giardini, garage e tutti lavorano. Voglio quei soldi perché tutte le attività hanno riaperto, tranne la mia. L’Aquila è in piena ricostruzione, sta tornando come prima (…) Sono rimasti fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare”. E non solo: nel centro storico della città “tutte le attività commerciali sono ricominciate, come e meglio di prima”.

Se siete di stomaco particolarmente forte, ecco anche il video. Sentirete anche voi che il tutto sa molto di imbeccata.

Continua quindi il vergognoso sforzo mediatico per vendere agli italiani un’immagine falsa e rassicurante del territorio aquilano, che in realtà si trova ancora in una situazione assolutamente precaria, dal punto di vista sociale, economico e infrastrutturale. A queste bugie non dovete credere!

Annunci

Permalink 1 commento

Vi stanno avvelenando

28 agosto 2009 at 12:24 (terremoto) (, , , , , , , )

Risale al 20 aprile, circa, il primo allarme sull’amianto a L’Aquila.
A Piazza d’Armi, vicino alle maggiori tendopoli, venivano triturati calcinacci, prelevati dal centro storico, pieni di eternit. Se ne parlò un po’ in quei giorni, si fece pure un consiglio regionale e poi non se ne parlò più.

Poche settimane fa è stato riaperto un pezzettino del centro de L’Aquila, una presa in giro, 50 mt di strada per poter proclamare in tv che si era riaperto il centro della città e favorire gli interessi di una banca collocata in zona.

Mi è capitato di passare in zona, in realtà ho sbagliato strada tornando da Fossa e mi sono trovata per caso a pochi metri dalla strapubblicizzata riapertura del centro. Non sono entrata, non l’ho fatto per due motivi: perchè sono già stata più volte in centro con i Vigili del Fuoco e perchè un dettaglio, subito prima della zona rossa aperta, mi ha colpito.

Mucchi di macerie, in parte triturate e in parte no, ma comunque piene di eternit…

Allora sono tornata a riguardarmi le vecchie foto, foto che avevo scattato ad aprile, poi sono andata a parlare con le persone che in quelle case vivevano, che le avevano costruite. Tutti quelli con i quali ho parlato mi hanno confermato la presenta di tetti in eternit nelle loro case. Abitazioni che, in alcuni casi, sono state demolite e triturate ben bene prima di essere smaltite non si sa dove e, comunque, tutto il materiale sia cementizio che eternit è stato portato via ammassato insieme.

Ed eccomi qui a scrivere questo articolo, per dire a tutti voi di stare attenti… vi stanno avvelenando.
Non so di chi sia la responsabilità della cosa, ma, attualemente, i tetti in eternit, così comuni nelle case crollate, vengono, almeno in molti casi, smaltiti come normali calcinacci. Vengono triturati e in questo modo rilasciano sostanza pericolose nell’ambiente e noi le respiriamo. Quei tetti contengono alte percentuali di amianto, come del resto i tetti di tutta Italia costruiti fino a pochi decenni fa.

Mi sovvengono alcune domande per i signori Cialente, Chiodi e la signora Pezzopane:

Sono stati identificati i siti e le procedure per lo smaltimento di questi rifiuti?
Chi si occupa della cosa?
Chi sorveglia?

Non si può giocare anche con la salute di persone già così duramente colpite!

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Per queste foto ringraziamo anche Pino del Re

Permalink 6 commenti