Sono finiti i soldi

20 luglio 2010 at 10:14 (terremoto) (, , , , , , )

Sono finiti i soldi.
Gli albergatori dela costa abruzzese non vengono più pagati ed esplode il caso di un hotel che ha accumulato 500.000 euro di debiti.
La Regione Abruzzo risponde che non ha i soldi per pagare.
Gli sfollati devono lasciare gli hotel entro fine settimana.

E ora?

Ricordiamo che sono ancora migliaia le persone ospitate negli hotel sulla costa e nel Teramano e che a L’Aquila gli alloggi nei M.A.P. e negli appartamenti del progetto C.A.S.E. sono già assegnati e non bastano per tutti… rimontiamo un bel villaggio tutto blu?

Questo solo per ricordare come sia stata mal gestita tutta la situazione fin dall’inizio, spendendo inutilmente soldi solo per creare una facciata di benessere che non ha però una corrispondenza reale nella quotidianità.

A questo aggiungiamo il fatto che alcune aziende, che avevano spostato i propri dipendenti in succursali fuori provincia, ora li stanno richiamando… ma anche questi non trovano alloggi disponibili. I pochi immobili rimasti intonsi dopo il terremoto hanno prezzi pazzeschi, ho visto con i miei occhi un bilocale, fuori dal mondo, affittato a 1600 euro mensili…

E il silenzio continua a regnare sovrano

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Vi stanno avvelenando

28 agosto 2009 at 12:24 (terremoto) (, , , , , , , )

Risale al 20 aprile, circa, il primo allarme sull’amianto a L’Aquila.
A Piazza d’Armi, vicino alle maggiori tendopoli, venivano triturati calcinacci, prelevati dal centro storico, pieni di eternit. Se ne parlò un po’ in quei giorni, si fece pure un consiglio regionale e poi non se ne parlò più.

Poche settimane fa è stato riaperto un pezzettino del centro de L’Aquila, una presa in giro, 50 mt di strada per poter proclamare in tv che si era riaperto il centro della città e favorire gli interessi di una banca collocata in zona.

Mi è capitato di passare in zona, in realtà ho sbagliato strada tornando da Fossa e mi sono trovata per caso a pochi metri dalla strapubblicizzata riapertura del centro. Non sono entrata, non l’ho fatto per due motivi: perchè sono già stata più volte in centro con i Vigili del Fuoco e perchè un dettaglio, subito prima della zona rossa aperta, mi ha colpito.

Mucchi di macerie, in parte triturate e in parte no, ma comunque piene di eternit…

Allora sono tornata a riguardarmi le vecchie foto, foto che avevo scattato ad aprile, poi sono andata a parlare con le persone che in quelle case vivevano, che le avevano costruite. Tutti quelli con i quali ho parlato mi hanno confermato la presenta di tetti in eternit nelle loro case. Abitazioni che, in alcuni casi, sono state demolite e triturate ben bene prima di essere smaltite non si sa dove e, comunque, tutto il materiale sia cementizio che eternit è stato portato via ammassato insieme.

Ed eccomi qui a scrivere questo articolo, per dire a tutti voi di stare attenti… vi stanno avvelenando.
Non so di chi sia la responsabilità della cosa, ma, attualemente, i tetti in eternit, così comuni nelle case crollate, vengono, almeno in molti casi, smaltiti come normali calcinacci. Vengono triturati e in questo modo rilasciano sostanza pericolose nell’ambiente e noi le respiriamo. Quei tetti contengono alte percentuali di amianto, come del resto i tetti di tutta Italia costruiti fino a pochi decenni fa.

Mi sovvengono alcune domande per i signori Cialente, Chiodi e la signora Pezzopane:

Sono stati identificati i siti e le procedure per lo smaltimento di questi rifiuti?
Chi si occupa della cosa?
Chi sorveglia?

Non si può giocare anche con la salute di persone già così duramente colpite!

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Per queste foto ringraziamo anche Pino del Re

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