L’ipocrisia che ci circonda

7 settembre 2009 at 09:50 (terremoto) (, , , , , , )

Cari giornalisti e comici impegnati, ditelo che non siete interessati veramente a quello che succede a L’Aquila.

Ditelo che scrivete i vostri articoli e articoletti satirici solo per far vedere che siete “contro”, che linkate notizie su L’Aquila per far vedere che vi interessa, che siete filantropi, ma che in realtà è tutta una facciata.

In Abruzzo si sta consumando uno dei più grandi eventi catastrofici che abbia colpito l’Italia, gestito in maniera assai discutibile: noi, che curiamo questo blog, ci siamo fatte in quattro per cercare anche l’aiuto di chi ha visibilità, consce del fatto che siamo una goccia nel mare, anche se ci stiamo impegnando molto (a nostre spese, investendo il nostro tempo, la nostra faccia, e sopportando anche trattamenti che definire discutibili è un eufemismo).

Diversi lettori e diversi amici ci hanno ripetuto la seguente domanda: “Perché non chiedete aiuto a…?”, seguita dal nome di un giornalista, di un comico, di una testata giornalistica che sembra attenta ai problemi “del paese reale.”

La nostra risposta non può che essere sempre la stessa, “Lo abbiamo fatto e non ci hanno risposto.”

L’ultimo esempio, forse il più eclatante, è quello di Sabina Guzzanti: in un suo recente post ha chiesto:

Visto che state tutti all”estero e ci credo non lo metto in dubbio, all’estero ci sono tante comunità di abruzzesi. Quello che ho trovato a una prima occhiata su internet temo sia soggiogato al governo con nomine che non ho indagato ma così di primo acchitto non mi convincono. Sareste così gentili da trovare dei contatti sempre a scopo umanitario? Se non li volete bruciare mandateli alla mail del sito.

Abbiamo risposto a questa richiesta commentando il post stesso, ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta da Sabina Guzzanti. Abbiamo anche scritto via email e anche qui nessuna risposta. Così come non ne abbiamo ricevute da Grillo, Travaglio, Repubblica, Rai Tre (TG3 e Annozero) e diversi altri.
Quando abbiamo iniziato questo progetto l’avevamo pensato: sarà una lotta, una lotta con i mulini a vento, ma non ci aspettavamo di dover lottare anche contro i buoni profeti.

Non ci lamentiamo della strada che abbiamo consapevolmente scelto, ma non possiamo che essere amareggiate e arrabbiate davanti a queste reazioni (mancate).

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