Questo non avrei proprio voglia di scriverlo

17 febbraio 2010 at 20:56 (terremoto) (, , , , , )

Il 13 gennaio, dopo il terremoto di Haiti scrivemmo, e fummo parecchio contestate, di aspettare a donare.

Pochi giorno dopo tornai a L’Aquila, tornai a trovare gli amici e a vedere come procedono i lavori. Trovai la città esattamente come l’avevo lasciata prima che iniziasse l’inverno, quello vero fatto di neve e ghiaccio. Trovai anche una storia, che ho aspettato a rendere pubblica, solo per verificarne ogni dettaglio.

Oggi voglio raccontarvi del progetto C.A.S.E. di Assergi. Assergi è un piccolo comune ad est de L’Aquila, meraviglioso, con un panorama degno dell’arco dolomitico. In questo sito trovate alcune immagini di come era e di come è oggi, ma stavolta non vi parlerò di scempio del territorio, no, stavolta andiamo oltre. Oggi scopriamo come mai le c.a.s.e. di Assergi, pur pronte, sono state consegnate con 15 giorni di ritardo. Se qualcuno sta pensando “che vuoi che siano 15 giorni?”, beh, prenda il suo pensiero e se lo tenga. Qui siamo in montagna, le temperature sono sotto lo zero, e queste case avrebbero dovuto essere, almeno, consegnate nei tempi giusti.

Succede che le tre palazzine siano pronte da consegnare, si fanno proclami, si organizzano party, si avvisano i giornali.

Succede che, il giorno prima della consegna, si vadano ad effettuare i controlli sui lavori effettuati.

Succede che chi controlla, almeno stavolta, sia persona scrupolosa e si accorga di una “piccola” mancanza… mancano i dischi…

Cosa sono i dischi? I dischi sono quella sorta di filtri posizionati sopra le colonne antisismiche, che permettono alla struttura di avere un movimento basculante, rendendola di fatto antisismica. Senza i dischi la struttura non è a norma. Si sono dimenticati proprio le noccioline per il buffet…

Immediatamente si fermano i progetti per la consegna ed iniziano una serie di lavori che definire deliranti è dire nulla. Tutto avviene di notte nei 15 giorni successivi. Si svuotano le case, che erano già arredate, con tanto di suppellettili. Si portano gigantesche gru. Si imbragano le palazzine, 8 appartamenti per piano e 3 i piani. Si solleva l’intera struttura e si inseriscono i dischi. E qui casca l’asino. Perchè, naturalmente, quando si vanno a posare di nuovo le palazzine sulle colonne, non è proprio come posare un bicchiere su un tavolo. Le case sono in cartongesso e quindi si crepano i muri, si rompono tubature, ecc. In tempi record si rimette tutto a posto e, in soli 15 giorni, si è pronti per la nuova consegna.

Qaulcuno concorda sul fatto che tutto questo è delirante? Come si può pensare di pagare una ditta che “dimentica” l’anima stessa del progetto? Sarebbe come dire che io rifaccio il bagno nuovo in casa mia, piastrelle, sanitari ecc e quando arrivo dentro si sono scordati di mettere i tubi dell’acqua!

Va beh, questo succede a fare i lavori troppo in fretta…

Non bastasse si aggiungono le agghiaccianti notizie sull’intera gestione post terremoto da parte della protezione civile. Cito Giustino Parisse:

G8, l’inchiesta sul terremoto
Chi rideva del sisma lavora all’Aquila
Quelli che ridevano, la notte del terremoto, in Abruzzo ci sono stati e ci hanno lavorato. Dall’inchiesta sul G8 riemergono le intercettazioni che smentiscono le dichiarazioni di Gianni Letta. Piscicelli e altri imprenditori indagati operano nella ricostruzione. La toscana Btp sbarca in città grazie al consorzio Federico II di Barattelli, Marinelli e Vittorini
L’INTERCETTAZIONE “Vinto il primo appalto, gli altri a breve. Ferie all’Aquila”

E per ora non mi sento di aggiungere altro.

Tutti i componenti di Terremoto 09 fanno parte di quelle persone che al 6 di aprile hanno deciso di scendere a L’Aquila per portare aiuto, senza chiedere nulla. Come noi tante altre persone, compresi migliaia di volontari della P.C..

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1 commento

  1. ylenia said,

    terremoto09 è stato sempre additato, contestato, screditato, perdeguitato,minacciato, cacciato, per aver detto quella verità che ora sta venendo a galla.
    Ciò che mi dispiace è che chi paga per questo sono sempre coloro che hanno subito il dramma in prima persona………………

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