Haiti non c’è più

13 gennaio 2010 at 18:55 (terremoto) (, , , , , )

Ieri un devastante terremoto, oltre il settimo grado della scala Ricther ha colpito Haiti. Già ora si contano migliaia di morti e un grado di devastazione oltre ogni immaginazione.
Non metteremo foto o video, non avrebbe alcun senso.
Vogliamo invece fare un appello a tutti quelli che ci leggono.
Vi invitiamo a non mandare, in questa prima fase, soldi a nessuno. Nemmeno a Protezione Civile o Croce Rossa, nè italiana nè statunitense. A maggior raginone a persone che raccolgono fondi a caso.
La motivazione di questo nostro appello è molto semplice. Nella prima emergenza si usano risorse già presenti, e, troppo spesso, non si ha più alcuna notizia dei soldi che vengono raccolti. Vi ricordo che la Protezione civile non ha ancora reso conto degli oltre 24 milioni di euro raccolti tramite gli sms da un euro. La Croce Rossa Italiana è sotto indagine, la Caritas investe l’84% dei soldi raccolti per mantenere i suoi apparati ed i suoi palazzi.
Potremmo andare avanti in eterno…

Terremoto09 si sta attivando per trovare persone fidate che operano ad Haiti nel cuore dell’emergenza.
Vi aggiorneremo al più presto.

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13 commenti

  1. michiamomitia said,

    Medici senza frontiere sono là

  2. M said,

    lo so, collaboro con medici senza frontiere da una ventina di anni 😉 cerco persone non organizzazioni.

    Monique

  3. S. said,

    Ma un medico che non abbia esperienza di teatri di catastrofe (o perlomeno di emergenza) rischia di arrivare lì ed essere incapace di qualunque azione.

    Mi sai comunque dire da dove viene fuori che l’84% dei fondi Caritas serve a mantenere la struttura? Io sapevo (ma non ho dati ufficiali) che qualcosa di analogo era per l’Unicef.

    • M said,

      ma un medico è sempre un medico… ora di questo c’è bisogno.

      i dati caritas sono quelli del loro bilancio 2007, il 2008 non era meglio 😉 si trovano anche online, basta cercare sono bilanci pubblici

  4. placidasignora said,

    Sì, giusto aspettare un po’, quando tutti saranno più organizzati e “lucidi”, con referenti precisi. Tanto, purtroppo, di aiuto e sostegno ne avranno bisogno per lungo tempo.

  5. Rob said,

    aspetto con ansia gli aggiornamenti 😀

  6. Lisa72 said,

    Un nome te lo posso passare (però non so se è di quelli che cercate voi ^_^): professor Giuseppe Evangelista preso da qui “http://pisainformaflash.comune.pisa.it/xnet/modules/dynamicwebform/addon/uploads/file_download.asp?type=ttchs&id=4439” 🙂
    Un saluto, Lisa

  7. anna laura said,

    Dopo le sciagure avvenute, tutti si stanno muovendo: Caritas, Unicef, Save the Children, Medici senza frontiere. La situazione è grave, i problemi sono tanti e servono braccia forti, nervi saldi e tanta voglia di fare fatica e di condividere sofferenze con la gente di lì che sta vivendo secondi tremendi. Anche in Italia alcuni si dicono pronti a partire, gesto da ammirare, ma siamo sicuri che possano partire proprio tutti? Il volontario deve certamente avere una spinta a farlo, ma in queste situazioni la voglia non basta! In queste situazioni serve l’esperienza, altrimenti rischiamo di mandare persone che avranno e andranno a creare nuovi problemi!
    Bisogna che siano lucidi e preparati alle situazioni di emergenza. A volte si sottovalutano questi aspetti, noi stessi in Abruzzo ne abbiamo avuto la testimonianza. Se vogliamo il bene di Haiti, impediamo a volontari improvvisati di partire.

    • M said,

      perdonami annalaura, ma non capisco dove vuoi arrivare. che danno sostieni abbiano creato i volontari spontanei in abruzzo?

      Marta

      • Bob Sinisi said,

        Grazie per la segnalazione, provvedo a linkarla…

  8. Tweets that mention Haiti non c’è più « Terremoto: dove gli altri non arrivano -- Topsy.com said,

    […] This post was mentioned on Twitter by Daniele Margutti, Amycanbe. Amycanbe said: Haiti https://terremoto09.wordpress.com/2010/01/13/haiti-non-ce-piu/ […]

  9. animalia said,

    Vi ho linkato su Fb, passoparola.

  10. Questo non avrei proprio voglia di scriverlo « Terremoto: dove gli altri non arrivano said,

    […] febbraio 2010 at 20:56 (terremoto) Il 13 gennaio, dopo il terremoto di Haiti scrivemmo, e fummo parecchio contestate, di aspettare a […]

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