Ancora bugie, ma iniziamo a stancarci sul serio

21 dicembre 2009 at 21:38 (terremoto) (, , , , , , )

Qui Monique. Non ho la televisione a casa, quindi capita che io mi perda perle come quelle pronunciate dall’onnipresente Bertolaso due sere fa al TG2. Con espressione angelica il Berty nazionale ci comunica questi dati:

  • 17.000 persone già alloggiate nelle C.A.S.E.;
  • 18.000 già alloggiate o da finire da alloggiare nei M.A.P.;

Il suo compito è terminato, dice.

Tanto per cambiare noi abbiamo dati differenti…

  • meno di 10.000 persone nelle C.A.S.E. e dopo discuteremo dello stato delle stesse;
  • meno di 5.000 nei M.A.P.;
  • 22.000 persone sfollate al mare, o comunque in località lontane, quasi tutte con case che presentano danni leggeri;
  • emergenza ancora in atto e, date le temperature, ancora più emergenza;
  • economia Aquilana devastata.

Questo post mi risulta ostico da scrivere, non so veramente da dove partire… partiamo allora dalle famigerate C.A.S.E. di cui tanto si parla e di cui molto si è scritto e celebrato a sproposito. Iniziamo con qualche foto:

Queste sono le C.A.S.E. come ci vengono mostrate in tv o sui giornali. Analizziamole da vicino: appartamento per 4 persone, meno di 50 mtq., una camera da letto e un divano letto in soggiorno. Ogni appartamento è arredato in modo identico agli altri, corredato di ogni cosa dalle lenzuola ai piatti, dagli asciugamani ai vasi da fiori. Qualcuno potrebbe pensare che questa è una bella cosa, nessuno può lamentarsi che altri abbiano avuto di più. Invece è la morte della libera scelta. Molte di queste persone avrebbero certamente gradito di più un buono acquisto che gli permettesse, almeno, di scegliersi le suppellettili, magari non tutti amano le lenzuola bianche o i piumoni norvegesi. Qualcuno avrebbe scelto dei coltelli di un tipo, altri diversi. In ogni caso la scelta di un buono acquisto, presso uno o più negozi aquilani, avrebbe favorito, pur in minima parte, l’economia della città stessa.

Ci si ritrova invece in una struttura standardizzata, proveniente da fuori regione, che nulla di buono ha apportato all’economia della città, e che finisce per standardizzare gli stessi occupanti. Il libero arbitrio non esiste più, nemmeno sulla scelta della ciotola per le insalate. Non so nemmeno se valga la pena parlare degli spazi, basta guardare nella foto della camera il passaggio intorno al letto.

Andando oltre vediamo come si comportano queste C.A.S.E. alla prova inverno; in alcune strutture non si può parcheggiare negli appositi posti auto sottostanti la struttura. Perchè? Purtroppo i lavori fatti in fretta spesso sono fatti male, capita quindi che il cemento della struttura coli sulle macchine parcheggiate rovinandole… i più fortunati hanno solo dovuto sostituire i cristalli.

In uno dei complessi di Bazzano, dove a parte i pilastri portanti c’è solo cartongesso, da un appartamento d’angolo è possibile sentire ciò che accade in ogni altro appartamento della palazzina. Le chiamano pareti di cartavelina… la privacy è un optional e pare di essere tornati nelle tende, dove quando uno russava tre tende oltre la tua si resta comunque svegli.

A Preturo ci viene segnalato un appartamento nel quale, con riscaldamento al massimo, non si riescono a superare i 15°; il problema è lo stesso di prima, cartongesso al posto di cemento. Sempre nello stesso condominio ci segnalano infiltrazioni di acqua tra struttura portante e pareti… indovinate di che materiale? Ma sempre il cartongesso!

Un discorso a parte meritano queste foto, che ci arrivano dal complesso di S.Antonio:

Photobucket

Photobucket

Queste sono le immagini di un bagno, nuovo, in un appartamento del progetto C.A.S.E.. Quando le ho viste ho pensato fossero le solite infiltrazioni di acqua che tanti residenti di questi appartamenti strafighi ben conoscono, e invece no. E’ semplicemente l’intonaco fatto male, che si sgretola… li chiamano complessi durevoli, ma stanno già cadendo a pezzi dopo nemmeno un mese.

E teniamo sempre a mente l’economia della città, nella quale il 65% delle vecchie attività commerciali, industriali ed artigianali sono ancora chiuse…

Eh già Berty, l’emergenza è proprio finita…

Edit: lo stavo già per postare, ma leggo sul Il Capoluogo:

“…nel telegiornale di Canale 5 dell’ora di pranzo del 20 dicembre, il cronista nel riportare la notizia dello stile di vita delle città italiane, a conclusione della stessa ha affermato, “…anche a L’Aquila, dopo il sisma, è migliorato il livello di vita”. Stop, fine del servizio.”

Ecco, io non auguro mai il male a nessuno, ma a questa giornalista, al suo redattore e ad ogni persona coinvolta in questa roba abominevole, auguro di passare 15 giorni, sotto la neve, con temperature ben sotto lo 0, in un pollaio, come fa ogni giorno Linda con la sua famiglia, riscaldandosi con una stufetta a gas e vivendo tutto il giorno dentro un sacco a pelo. O in alternativa in un container da cantiere, che con la stufetta al massimo raggiunge i 9°, magari dovendo anche percorrere 40 km per andare al lavoro nel traffico pazzesco de L’Aquila, che ti fa rimpiangere Milano. Così magari capiranno bene la qualità della vita a L’Aquila.

TG5, siete un branco di buffoni, non che mi aspettassi altro, ma un minimo di dignità ritrovatela, per voi stessi, se fossi figlia di uno di voi mi vergognerei come una ladra!

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14 commenti

  1. Tweets that mention Ancora bugie, ma iniziamo a stancarci sul serio « Terremoto: dove gli altri non arrivano -- Topsy.com said,

    […] This post was mentioned on Twitter by Jean-Marie Le Ray, Vito. Vito said: RT @jmleray La situazione in Abruzzo https://terremoto09.wordpress.com/2009/12/21/ancora-bugie-ma-iniziamo-a-stancarci-sul-serio/ […]

  2. Daniela said,

    Hai ragione non tutti gradiscono le lenzuola bianche e i piumoni norvegesi, e neanche di aver lo stesso vaso di fiori del vicino. Ti volevo dire Monique se eri disposta a fare un cambio con la casa nella quale abita attualmente mio padre. La sua è classificata E ma non ha diritto alla casa perchè è comproprietario di un’ altra abitazione cha purtroppo non è idonea ad accoglierlo essendo dializzato e in condizioni di salute molto precarie. La casa nella quale è ospitato è costituita da tre vani più il bagno, a Sassa. Intorno al letto ci si passa agevolmente. Ha lenzuola un pò di tutti i tipi, anche gli asciugamani sono colorati. Non mancano soprammobili , qualcuno anche etnico. Ha solo un pò d’umidità alle pareti che risultano un pò, come dire , scurite. In bagno basta mettere qualche asciugamano a terra per raccogliere l’ acqua che trasuda dalle pareti e ricordarsi ogni tanto di strizzarli ovviamente. Un pò fastidioso è poi l’odore che si percepisce appena entri e che ti porti dietro anche quando esci. Ma anche per questo basta spruzzare ogni tanto un pò di deodorante. Ebbene se vuoi puoi visionarla quando vuoi! Sono a tua disposizione. Una domanda, che lavoro fai? Spero che tu abbia un lavoro, altrimenti ti consiglio di andartelo a cercare utilizzando il tuo tempo in maniera più costruttiva. Ciao

    • M said,

      come leggere mezzo articolo, perchè in fondo non ci sei arrivata ed è evidente, farsi un’idea, sbagliata, su una persona della quale non si sa un cazzo, e avere pure il coraggio di scriverla.

      complimenti, sono contenta di aver conosciuto Aquilani di altra qualità.

      quando avrai letto il blog ne possiamo riparlare. siamo i primi a dire che ci sono migliaia di persone nelle condizioni di tuo padre, uno dei soli 2 blog che si occupano del problema e tengono alta l’attenzione.

      p.s. io non sono Aquilana, ed al momento, il mio lavoro è migliorare le vostre condizioni.

      Monique

      • Daniela said,

        Ah mbè, non sei aquilana però stai lavorando per me, voglio dire per noi aquilani! L’articolo l’ho letto fino in fondo ma è pieno di tante e tali ovvietà che mi risulterebbe troppo facile iniziare un contraddittorio con te che presumo abbia forse la metà dei miei anni! La mia era una provocazione nella quale sei caduta con tutte le scarpe…. Sei giovane e devi ancora imparare a non prestare il fianco all’avversario. Anche se nobili i tuoi intenti rischiano di perdersi nel mare dei nullafacenti opinionisti che in questo periodo occupano la rete. Per questo ti consiglio di parlare di meno e lavorare di più, come dovremmo fare tutti noi. Ognuno nel proprio ambito può ricostruire un pezzetto, tutti insieme, senza pretendere di saperne più di altri, cercando forme di condivisione costruttive per obiettivi minimi ma importanti. Mio padre dice sempre “chi fa sbaglia, chi non fa non può sbagliare”. Lui purtroppo vive veramente nella condizione che ti ho esposto, se non ti dispiace gli porto i tuoi saluti. Stammi bene

        • M said,

          continui a non capire un cazzo e a sputare sulle persone sbagliate.

          p.s. sospetto di essere più vecchia di te, ma questa è l’ennesima conferma del fatto che tu ti sia fatta un’idea da un solo articolo, visto che la mia età sul blog c’è.

          inoltre le cose che per te sono scontate perchè le vivi non lo sono affatto per i 50.000.000 di italiani che non sono dell’Aquila. vi lamentate dei tg che raccontano minkiate e ora anche di chi cerca di riportare pezzi veri. per la cronaca io ho alcune decine di Amici in condizioni ben peggiori di quelle descritte da te, se volessi leggere prima di scrivere lo sapresti. 6 famiglie che vivono in container da cantiere, con un container bagno avuto solo grazie alle persone che leggono questo blog e che ci hanno donato i soldi per prenderlo. una decina di famiglie che vivono in case classificate c/d/e, senza pareti esterne, senza gas per scaldarsi, senza acqua calda. voglio sorvolare su quelle che convivono nella stalla con le loro vacche o su quella che sta nel pollaio.

          non venire ad insegnarmi… io so guardare ben oltre il mio orticello e sono volontaria a L’Aquila da troppo tempo per non conoscere bene il problema

          Monique

          salutami pure tuo padre, anzi potrebbe anche essere che mi conosca. durante i mesi di maggio, giugno e agosto ho fatto spesso il servizio ambulanza per i dializzati

  3. Daniela said,

    ah Monique, te sta a dà troppa ‘mportanza, cazzo!

    • M said,

      forse sei tu a darmene troppa… hai scritto per prima e continui a rispondere

  4. Daniela said,

    ….pazienza, hai perso un’ altra occasione per non dire cazzate! Ora ti saluto veramente, ho un pò da fare!

  5. Alessio said,

    Il problema è uno solo: la gestione di tutta questa sciagurata faccenda è stata peggiore del disastro stesso, confermo che le C.A.S.E. vengono fatte in fretta e furia e che i materiali non sembra siano proprio di prim’ordine, molte persone ancora stanno addirittura nelle tende (a -10!), nulla è stato fatto per quel che si è salvato dal terremoto, eccetera, eccetera, eccetera…

    Però presentarsi in 40000 (e incazzati) davanti Montecitorio, no eh?

    Effettivamente è molto più pratico ed utile prendersi a pernacchie riguardo a una virgola o a un pigreco…

    E poi dicono che l’Italia va a rotoli, te credo!

    • M said,

      io c’ero davanti a montecitorio, su Daniela non mi giocherei un cent 😉

  6. Alberto M said,

  7. rossella said,

    Non mi meraviglia niente di ciò che è stato scritto dopo tante bugie dette in tv. Sono vicina ai miei conterranei, se volete scrivere della situazione attuale, denunciare o replicare a false accuse potete farlo anche sul giornale ilmediterraneo.it
    Di seguito una storia su Paganica campo 4, leggetela se vi interessa: http://www.ilmediterraneo.it/it/news/storie/paganica-campo-4-0002095

  8. laquila332 said,

    Questo sito, solo sulla base di ciò che scrive Monique, non si dovrebbe chiamare “Terremoto: dove gli altri non arrivano” ma “Terremoto: dove gli altri sono già passati” . . .

  9. sandra said,

    ……………….Il centro dell’Aquila è chiuso, chiuso agli sguardi, ai passeggi, alle cronache del quotidiano. Quello che era il fulcro della vita non c’è più, non c’è più l’amico che incontri sotto i portici, quello che trovavi alle solite scalette; non c’è più quella giornata scandita dai rumori del tuo vicolo: il portone che si chiude, la macchina di giacomo con la marmitta rotta, la persiana che cigola, la voce di zia Lucia che saluta la vicina dal balcone…quegli odori della piazza: di frutta, di porchetta…………..ADESSO CI SONO LE C.A.S.E……la notte tutte quelle lucette sembrano dei cimiteri spettrali.
    L’amico del cuore è ancora nell’albergo sulla costa, Michele e Anna Maria hanno preso altre strade, lontano, L’Aquila così non la possono sopportare……….e anche io che non ci vivo più da anni, da lontano, speravo che potesse sempre rimanere immutata: il terremoto l’ha distrutta, gli zii sono là morti sotto le macerie, Bertolaso, Berlusconi ne hanno sconvolto il tessuto sociale, hanno costruito …….ma la volontà di ricostruire d’ovè?

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