L’economia a L’Aquila

15 agosto 2009 at 18:54 (terremoto) (, )

Leggo in diversi giornali che c’è un grosso problema con l’economia a L’Aquila. E’ sempre bello vedere che, pur con un paio di mesi di ritardo, anche la stampa si accorge dei problemi. Si pensa solo alle case, ma molte aziende, soprattutto agroalimentari, sono sull’orlo del fallimento. La colpa di questo viene data ai troppi aiuti che sono giunti: di cosa stupirsi? Se ci sono patate gratis, perchè comprarle dal contadino locale?

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Vi racconto la storia degli approviggionamenti del campo di Spogna. Per i primi mesi la Protezione Civile si è servita da un grosso rivenditore industriale per approvvigionare i campi del comune di Lucoli, cioè Spogna (San Giovanni), San Menna e Casa Maina. Un totale di circa 650/700 sfollati. Poi un mese circa fa la svolta positiva: vengono cambiati i fornitori, si andrà a far spesa dal negozietto del paese, che, naturalmente, utilizza anche i prodotti locali. Tutti contenti, anche se la faccenda è un po’ più complessa per quello che riguarda gli ordini. Ci si dovrà servire da tre negozi diversi invece che da un solo fornitore, ma sono difficoltà superabili e si parte con convinzione.

I primi problemi arrivano con il primo carico. Il negoziante non ha un camion… è un piccolo negozio in un piccolo paese, ma si rende disponibile a fare più viaggi con l’auto e, un po’ alla volta, tutto arriva a destinazione. E’ un martedì. Il giovedì arriva il secondo carico di merce e la brutta notizia. Il negoziante non fornirà più i pasti ai campi. Restiamo allibiti e il signore, gentilissimo, ci spiega perchè. Il suo problema è duplice: per prima cosa, non è abituato a gestire ordini così grossi, poichè il suo negozio in genere fa sui 300 euro al giorno di venduto e solo il campo di Spogna ha fatto due ordini in tre giorni per un totale di 1500 euro di merce. Non ha un magazzino adeguato e i mezzi per andare a rifornirsi. Inoltre la Protezione Civile paga a 60 giorni, e qui il problema appare subito chiarissimo. Come si può pretendere che un piccolo negozio anticipi tanti soldi per 60 giorni? Abbiamo fatto una stima insieme al negoziante. I 3 campi avrebbero ordinato circa 11.000 euro di roba a settimana, per 8 settimane sono 88.000 euro, cifra che lui non vede in un intero anno. Alla luce di questi fatti ha dovuto rinunciare al contratto, pur consapevole che quella sarebbe stata l’occasione della vita per lui e la sua famiglia, ma è un terremotato anche lui, non si è sentito abbastanza forte e tutelato per chiedere un prestito alla banca.

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Questo è solo un piccolo esempio. Il problema è molto più complesso di così, ma anche molto più complesso di quello che traspare da certe testate giornalistiche. Si parla di ricominciare a fare la spesa a L’Aquila, ma nessuno ha monitorato gli aumenti dei prezzi che ora sono da furto legalizzato. Non è certamente un genere di prima necessità, ma il mio rum preferito, per darvi un’idea, al centro commerciale L’Aquilone è aumentato di 6 euro tra il 25 aprile e l’inizio di agosto, partendo da una base di 9,95 euro.

Nessuno si chiede con quali soldi dovrebbero fare la spesa quegli aquilani che non hanno più un lavoro. Ah si! Con i soldi promessi dal governo! Però, accidenti! Peccato siano arrivato solo i primi 80 euro di aprile, che sarebbero stati 100, ma sono stati decurtati i primi 6 giorni.

Ecco a cosa serve la nostra piccola raccolta fondi, noi facciamo spesa a L’Aquila, anche presso coltivatori locali, per quelli che non hanno la possibilità di farla. Una goccia in mezzo al mare, ma sempre meglio di niente.

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8 commenti

  1. alessio said,

    Voi che siete sulterritorio non riuscite a metter su un elenco di produttori locali da mettere in rete, cosicché più persone possano servirsi da loro?
    Io sono un NON residente quindi da Roma posso fare ben poco, tranne diffondere le notizie che trovo in giro.
    Se ci riuscite contattatemi sull’e-mail allegata al commento.
    E poi è un modo come un altro per resistere.

  2. anna rita said,

    sono di lucoli..i campi erano e sono 3 pe circa 900 persone questo
    accadeva dopo il 6 aprile..ho vissuto in tenda il campo dislocato a san menna per l’esattezza… 3 mesi circa con la mia famiglia conosciamo il mesciallo che ha faticato molto davvero. a si sa la gente che si da davvero da fare e nn ci vede a lungo per un suo rendiconto alla fine nn è neanche ben vista e nn la si ringrazia nemmeno…è successo anche a noi.Marco veniva con la su macchina prendere il cibo da distribuire a san giovanni..poi è arrivato l’esercito…ai ragazzi usati per il montaggio dei campi di san menna e san giovanni di lucoli che sin dati d are fino alle 2 di notte stto unapioggia incessante..usati successivamente di guardia al cancello e poi mandai via con noncuranza neancheun grazie..atti di scacallaggio che qualcuno ha fatto fintadi nn vedere,ruberie etc etc…mi son sempre chiesta chè da noi nn fosse mai venuto nessuno oltre alla regione valle d’aosta…mi sono rispos dopo tanti mal di stomaco che forse qualcuno avesse dei scheletri nell’armadio che era meglio nn far uscire…graie scusate il mio sfogo.
    Anna

    • M said,

      Ciao Anna Rita 🙂 ci saremo viste probabilmente, sono venuta diverse volte a S. Menna a scambiare cassette di banane con cassette di verdura varia ;). E spesso mi sono recata alla Ville, di sera, a farmi una birra con i ragazzi dei campi.
      Mi spiace leggere l’ennesimo racconto di malfunzionamento del campo, su S. Menna sono girate tante voci, purtroppo non ho mai potuto verificare bene.

      un abbraccio

      • anna rita said,

        anche zucchine? mamma mia le abbiamo mangiate in tutte le salse..scherzo..comunque se hai incotrato una rompi balle polemica ero sicuramente io:)).. spero allora tu abbia conosciuto i nostri ragazzi..in gamba davvero e per loro nemmeno un grazie…nn fa nulla cmq..bhe si fa passare che va tutto bene no? hanno lavorato sodo questi ragazzi..il campo si può dire sia stato montato grazie a loro ..nn fa niente che vuoi farci…se passi di qui ancora fammelo sapere si v a prendere un caffè se ti fa piacere ovvio..spero per il meglio anche se sicuramente il peggio deve arrivare per l’assegnazione delle case…vedremo

  3. Laura said,

    già una goccia in mezzo al mare ma pur sapendo che lo sarà non si può fare a meno di portare.
    Volevo dire a Martina che ha un papà e una mamma bellissimi e che siete veramente grandi, tutti!
    Devo ancora ringraziarvi per avermi fatto una testa “così”, come dice Catia 🙂
    ma soprattutto vorrei dirvi che chi ha voglia di aiutarvi ha bisogno delle vostre dritte. Purtroppo siete voi che state lì e conoscete tutto meglio di noi. A immedesimarsi ci si prova, ma non ci si può riuscire.
    Un grazie anche a Marta e Monique… Sapevo di non sbagliare! 🙂
    ps Catia, la prossima volta guidami nello stilare la lista, magari consultandoti con Dorina, sentivo che mancava qualcosa!!!! 🙂

    • M said,

      Laura grazie a te dell’aiuto che hai portato 🙂

      Marta

    • anna rita said,

      GRAZIE Marco GRAZIE katia siete GRANDI LO SAPETE VERO?

      • M said,

        beh io glielo ripeto spesso 🙂 sono contenta che anche Laura sia riuscita a dare una mano.

        Monique

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