Come volevasi dimostrare

12 agosto 2009 at 11:38 (terremoto) (, )

Come volevasi dimostrare.

Arrivano i primi dati del censimento, li ha pubblicati Il Centro e… sorpresa! Le C.A.S.E. non bastano.
I 4500 alloggi previsti coprono meno di un terzo delle richieste di case.
Certo, si può sempre andare ospiti da amici, se hanno una casa, oppure si può sperare nella requisizione delle case sfitte. Insomma siamo a metà agosto e di certo non c’è nulla.
Anzi, una notizia certa ve la forniamo noi: siamo andati a fotografare i cartelli illustrativi del progetto C.A.S.E. a Cese di Preturo e a Bazzano. La data di consegna potete vederla da soli ingrandendo le foto.

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14 commenti

  1. Miss Kappa said,

    C’è un altro particolare. Dal censimento abitativo effettuato da lor signori risulterebbe in maniera inequivocabile che gli Aquilani abbiano scelto in massa il progetto C.A.S.E. come prima soluzione abitativa. Da ciò parrebbe che tutti siano entusiasti dell’intervento sciagurato. La realtà è che gli Aquilani non hanno alternative. Infatti i contributi per l’autonoma sistemazione non verranno erogati per mancanza di fondi stanziati dalla PC e le case requisite dal comune e messe a disposizione della popolazione sono in numero irrilevante. Le finte case di B&B appaiono, quindi, l’unica sistemazione possibile, pur se si avversa. Il messaggio che passerà sui media sarà quello degli Aquilani che sono felici delle case dei tre porcellini, costate ben 130mila euro ad appartamento. La realtà è ben altra. La realtà è la disperazione dell’essere lasciati soli di fronte all’inverno che avanza. E poi, come potete leggere dal mio blog, questo censimento altro non è che il rilevamento dello stato patrimoniale degli Aquilani.Che verrà raccolto ed elaborato dalla onnipresente FINTECNA. Pronta a ghermirci a quattro soldi i nostri ruderi. E la nostra storia.

    • M said,

      ho un post su fintecna pronto da mesi… questi sono avvoltoi veri :S.

      Mi spiace Anna…

      Monique

  2. Miss Kappa said,

    Allora ci sei. Bene, riusciamo a beccarci qui, ma non a L’Aquila 😦
    Appena la casa sarà pronta sei invitata. Si dovrà pur festeggiare, o no?

    • M said,

      verrò più che volentieri 🙂 penso di tornare giù a settembre.
      sono dovuta rientrare per ricaricare un po’ le batterie

  3. alessio said,

    Ancora non vi è chiaro? Le C.A.S.E. sono la RICOSTRUZIONE.
    Fatte quelle, finito il lavoro.
    Certo, non si può dire che gli aquilani non gli abbiano facilitato il lavoro con la loro apatia… Roba che nel 1915 a Avezzano il Re fu preso a sassate per molto meno…

    • M said,

      quell’apatia turba pure me, ma se analizzi i fatti, sono stati portati all’apatia con mesi di torture psicologiche nei campi

    • enzo mario chianese said,

      No, il lavoro non è finito, c’è il centro storico e ci sono i lavori di ristrutturazione pagati fino a 80/150mila euro per unità abitativa. Però dovranno – gli aquilani – tirarsi un po’ su le maniche… non dico come i friulani che sono un caso unico, ma dopo quattromesi e mezzo di vacanza al mare tornare almeno nelle loro case, pulirle, riaccendere la luce, tornare a fare le cose quotidiane per esempio la spesa alimentare nei negozi… già, i negozi e gli agricoltori sono in rovina non per il terremoto ma perchè il “tutto gratis” delle tendopoli e degli alberghi ha costretto loro a chiudere bottega… chi vuoi che compri un uovo quando è gratis? quindi l’economia agricola ha tirato il collo alle galline nel vero senso della parola e solo pochissimi prodotti – complice la crisi – sono stati trasportati e venduti in altre regioni. La situazione è gravissima da questo punto di vista, troppi aiuti e per troppi mesi hanno danneggiato anzichè aiutato.

  4. Melandroweb said,

    In Lucania ancora devono finire di costruire, come vi capisco!

  5. rob said,

    apatia?

    • M said,

      Apatia…
      regna sovrana sugli abitanti delle tendopoli, distrutti da mesi di vita infernale.
      Orgoglio, caparbietà, cuore ormai sono spezzati.
      Nessuno dovrebbe essere costretto a subire tutto questo.
      E’ un vecchissimo sistema di controllo delle masse già usato in altri casi, li pieghi prima così poi accetteranno qualunque cosa.

      • rob said,

        😦 non ero a conoscenza di questo particolare…. cosa potrà mai risollevare il loro morale, il loro orgoglio?
        A volte provo a immedesimarmi nella loro situazione, ma non mi riesce per più di due secondi, mi viene un nodo alla gola… Chi non ha più una casa, la certezza di quel qualcosa per cui è stata spesa una vita intera (a volte anche più dui una), se non gli resta la voglia di lottare, di rialzarsi, cosa gli resta?
        Queste cose non dovrebbero accadere a nessuno…. mi sembra allucinante pensare ai terremotati allo stesso modo in cui ci ho pensato il 6 aprile… in tanti mesi non solo non sta cambiando granchè, ma le cose stanno anche peggiorando… mio dio che tristezza….
        scusate lo sfogo amaro, avevo bisogno di scrivere di getto…

  6. M said,

    Rob ho conosciuto persone che hanno perso la casa, 2 figli, dormono in una tenda da 8 con 6 estranei e si sono viste espropriare il terreno ereditato dal padre per costruire quegli aborti che chiamano case…
    questo fiaccherebbe anchè lo spirito più duro.

    Monique

  7. Laura said,

    sta proprio qui l’immensa tristezza della razza umana. Ci si abitua a tutto. Ci si abituerà anche ai cubi in cemento, che quando li ho visti il mio pensiero è andato subito alla Zen di Palermo. Un quartiere costruito apposta per ospitare solo degrado. Cubi anonimi che ti rendono anonimo. Anzi, inspiegabilmente determinano quella strana unione di stati d’animo riconoscenza-rabbia profonda che sfocia poi in una depressione che rende invivibile la vita a te e agli altri, perché la tua insofferenza è più facile scaricarla sul vicino piuttosto che su chi ha il “merito” di averti messo in quello scempio di casa. Quello che vedo in tv è che parlano tutti tranne gli interessati che se dovessi tradurlo in un mio pensiero verrebbe fuori che “gli aquilani non sono capaci di pensare e di esprimersi” ma smetto di vedere prima che si generi questo pensiero. Allora vengo sul web e leggo, ma mi risulta ancora difficile capire perché si cade sempre di più nel baratro. Forse perdendo anche quel briciolo di identità rimasta perché nemmeno a casa tua potrai portare la tua camera, il tuo divano…Forse l’alienazione sarà completa o forse no.

  8. enzo mario chianese said,

    In California nelle zone sismiche costruiscono case in legno. Nulla a che vedere con quelle dei film western. Case modernissime in legno trattato anticombustione e con eccellenti dosi di elasticità in caso di fortissimi terremoti e pure belle a vedersi e comode da abitare… americanate? no, gli architetti che vanno per la maggiore, in California sono ITALIANI !!!

    Però nessuno di loro si è fatto vivo x proporre qualcosa per questa ricostruzione… non perchè stupidi, anzi, perchè molto intelligenti, sarebbero stati “spezzati come legnetti” dai buldozer cementiferi del premier…

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