Perché non ci volete a L’Aquila?

4 agosto 2009 at 22:45 (terremoto) (, )

Che noi, e con noi intendo i volontari che sono arrivati a L’Aquila senza infilarsi una divisa, fossimo personaggi scomodi, era chiaro da tempo. In tanti siamo stati perseguitati dalla polizia che fa capo ai COM, dai NAS, da ogni ordine e grado di forze dell’ordine. Mine vaganti, ecco come ci definiscono, persone che non rispondono alla suprema autorità della Protezione inCivile, persone che ragionano con la propria testa e che non direbbero mai la frase, “stiamo solo eseguendo degli ordini”, anche perché ordini non ne prendono da nessuno. Persone che si sono attivate, hanno portato sia la loro opera sia gli aiuti di chi non poteva muoversi da casa ma voleva contribuire, hanno lavorato, giocato, consolato, riso e pianto, scritto e pubblicato quello che accadeva assumendosi sempre la responsabilità di ogni loro azione.

In questo paese questo non è il modo consueto di fare le cose.

Destabilizza.

Ho visto, in questi tre mesi a L’Aquila, tante cose che non andavano: alcune le ho scritte, ma su altre ho scelto di cercare la via del dialogo, e questo pare essere stato l’errore.

Ho visto volontari portare aiuto ai terremotati, trovare un vecchio fienile, un proprietario disponibile a prestarlo, e qui allestirvi un magazzino di distribuzione merci. Li ho visti fare continui viaggi da Roma a L’Aquila per portare abiti, cibo, farmaci. Li ho visti subire il trattamento della Protezione inCivile, che si presentava al magazzino e portava via scatoloni di merce, non per portarla in un campo, ma per portasela a casa.

Ho visto farmacisti della Protezione inCivile, che gestiscono un magazzino a Monticchio, rispondere a chi chiedeva farmaci per un campo che in quel campo avevano già avuto anche troppo. Peccato che in quel campo non ci fossero nemmeno un infermiere o un medico…

Ho visto poche settimane dopo, sempre in quel magazzino, farmaciste gentilissime e disponibili a dare tutto ciò che serviva.

Ho visto un ragazzo, uno sfollato, che da solo aveva creato ed organizzato un magazzino di abiti e cibo in un campo, venire cacciato dal campo stesso all’arrivo della Protezione inCivile, che si è accaparrata tutto quello che c’era.

Ho visto centinaia di famiglie arrangiarsi da sole e non ricevere nessun aiuto, e solo perché rifiutavano di dormire nei campi. Li ho visti dormire in auto, dentro a cassoni di camion, sotto tende improvvisate. Li ho visti inventarsi ogni giorno un modo nuovo per sopravvivere. Ho visto la vostra solidarietà e il totale disinteresse della Protezione inCivile verso questo persone.

Ho visto vietare agli sfollati di riunirsi, di bersi un caffè, di distribuire volantini, di festeggiare compleanni con la loro famiglia, magari alloggiata nel campo a fianco.

Ho visto capicampo fregarsene dei loro compagni sfollati e pensare solo a sé stessi, ai loro camper, alle loro famiglie e ad intascarsi la maggior quantità di materiale disponibile.

Ho visto e ho registrato un sindaco, quello del comune di Lucoli, Giannone Luciano, rispondere a chi voleva portare il suo aiuto, sotto forma di lavoro e di soldi contanti, rispondere,  “ci sono tanti comuni che hanno bisogno di aiuto, vada ad aiutare uno di quelli”.

Ho visto e ho registrato un capocampo, Ivan Alfonsi, che insediatosi dopo oltre due mesi dal terremoto si vantava di aver fatto più lui in mezza giornata che il Maresciallo Marco Palma in due mesi. Vorrei ricordare a tutti che Marco, da solo, tre giorni dopo il terremoto, ha tirato su un intero campo per 130 persone. Ha organizzato i pasti, gestito e distribuito gli aiuti che arrivavano senza il tramite della Protezione inCivile, montato le tende con le sue mani. Sua moglie ha organizzato il magazzino del campo distribuendo aiuti a tutti quelli che ne avevano bisogno, e creando una catena di solidarietà che ancora oggi funziona.

Ho visto un capocampo, Tullio Tempesta, insultare volontari e vigili del fuoco definendoli sfruttatori. E ho visto lo stesso strattonare me, fino a causarmi una lesione ai tendini ed un’incrinatura del radio del braccio sinistro, solo perchè avevo osato offrire un caffè ai vigili urbani di Brescia.

Ho visto persone, volontari, venire minacciati da un poliziotto con queste testuali parole,  “noi non vi abbiamo ancora toccati, ma ora c’è il G8, partiranno le sassaiole e noi arriveremo con i manganelli… “, e le vostre facce, io, le ho memorizzate. Vi cercherò.

To be continued

Monique

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24 commenti

  1. Rob said,

    Sei il mio pugno nello stomaco quotidiano…..

  2. eppursimuoveaq said,

    Sono una ragazza di L’Aquila…ho visto comparire il link a questo blog mentre sto iniziando a preparare il mio…la risposta alla domanda che si pone a titolo di questo intervento è insita nell’intevento stesso…perché non siete preparati,perché non rispondete a nessuno,perché di mine vaganti ce ne sono già troppe,perché non è stato concesso neanche agente del posto in grado di farlo,di aiutare …perché la tragedia che si è verificata è stata aggravata dall’impreparazione delle persone preposte all’assistenza.Non abbiamo biosgno di gente che crea scompiglio,di gente disorganizzata,di raccolte fondi private e non monitorabili;non abbiamo bisogno di altre potenziali vittime,visto che la situazione sismica non si stabilizzerà per un bel po’ di tempo,non abbiamo bisogno che gente che crei altre tensioni e che non abbia né una preparazione medica né una preparazione psicologica per capire quali sono i limiti entro cui stare,non abbiamo bisogno di reporter da strapazzo che aizzano gli animi già esausti ed incandescenti.ecco la risposta.

    • M said,

      é sempre bello vedere che c’è chi si prende la briga di insultare le persone senza saper nulla di loro.
      se tu ti fossi degnata di leggere il blog, prima di scrivere questa fila di stupidate, avresti visto che:
      1) io sono più che preparata da anni di volontariato,grazie agli studi che ho fatto ed ero a L’Aquila insieme ad un medico chirurgo;
      2) che non serve un tesserino con scritto protezione civile per aiutare.
      Vallo a chiedere ai residenti del campo di san Biagio di Tempera se gli aiuti non organizzati servono o no?
      Vallo a chiedere agli abitanti di Lucoli che hanno visto i protettori solo 2 mesi dopo il terremoto.
      Chiedi tu, a chi fa raccolte fondi organizzate, vedi sms da 1 euro, dove sono finiti quegli oltre 20 mln di euro raccolti.
      Tu dici di essere Aquilana, ma non scrivi da L’Aquila… e il web è pieno di tuoi interventi tesi a diffamare Giuliani e il lavoro che svolge.
      Personalmente non credo ad una parola di ciò che dici, ma visto che tra un mesetto al massimo, sarò di nuovo tra voi, ti invito a farmi cambiare idea.
      dici che non avete bisogno di gente che crea altre tensioni, beh ancora una volta dimostri di non aver compreso nulla, è grazie a gente come te se gli Aquilani sono ancora in tenda dopo 4 mesi.

      E sarebbe meravigliosa la coerenza. Sul il capoluogo scrivi di essere incazzata nera, di aver contatti a destra e manca e fomenti animi…
      Perchè se lo fai tu è giusto e se lo faccio io è disdicevole?

      Monique

    • M said,

      Dovresti riferire questa tua valutazione alle persone che abbiamo aiutato, e stiamo aiutando, all’associazione di volontariato che ci ha accolte, agli amici che ci siamo fatti a L’Aquila tra volontari e sfollati. Hai presunto un po’ troppo in questo commento…

      Marta

  3. eppursimuoveaq said,

    anni di volontariato…vicino ad un medico chirurgo..bene,quindi non sei preparata—e non lo sei neanche sul campo scientifico,visto che difendi certi parassiti indecenti,Vanto conoscenze a destra e a manca?no..io non vanto conscenze..io sono tra quelle persone,tra quelle conoscenze che secondo te “dovrei vantare” che si stanno battendo da molto prima del sisma …e che vanno a sbattere continuamente contro muri di gomma di persone ignoranti e facinorose come te,che agiscono senza competenze..che parlano x partito preso…che trovano autoesaltazione nel denigrare gli altri……lo ribadisco e lo confermo: qui a L’Aquila siete in troppi,troppo impreparati e troppo disorganizzati…e la differenza tra le persone come me e quelle come te,è che voi aizzate gli animi in base al sentire soggettivo…da questa parte invece c’è chi tenta di informare con oggettività scientifica per consentire alle persone di difendersi da gente come voi che immola vitelli sacri a venditori di oroscopi… io sono aquilana e scrivo da L’Aquila….stai parlando della mia città,di quel che è accaduto a noi…ed è stato aggravato,sottolineo e ribadisco,da gente impreparata collocata in tutte le posizioni e a tutti i livelli….evidentemente hai più tempo di me da spendere a gironzolare su internet dato che hai rintracciato tutti i miei commenti…io non ho avuto il tempo,ma neanche l’interesse a leggere tutto il tuo blog,dato il livello del contenuto del tuo intervento che mi sono trovata a commentare ….Chi l’ha detto che non serve un tesserino della protezione civile per portare soccorso?gli stessi che hanno sciorinato 200mila euro per un progetto di un tizio che vanta di star facendo studi su cose che la scienza ha acclarato già 30 anni fa? dunque..non hai competenze mediche..non hai competenze Fisiche…non capisco che senso abbiano i tuoi interventi su queste tematiche.E per te Marta..mi fa piacere che vi siate fatti molti amici…magari riuscite ad organizzare un bel pic-nic …qui a L’Aquila..magari vi portate via qualche souvenir..e non mi meraviglio che molta gente aquilana vi abbia accolto a braccia aperte…qui tutto fa brodo..ed è per questo che siamo ridotti così

  4. eppursimuoveaq said,

    PS: controlla se puoi il sito http://www.6aprile2009.it/?cat=33 nella sezione articoli tecnici..dove gente normale ma evidentemente non accecata dall’ignoranza si è presa la briga di monitorare giorno dopo giorno le previsoni del tuo Santone….purtroppo,il solo scrivere su questo tizio potrebbe essere letto come diffamazione..ed invece,è lui che diffama se stesso…non chi riferisce cosa egli faccia..saluti ..e tornate a trovarci presto!

  5. eppursimuoveaq said,

    Pss:Ooops..che sbadata..dimenticavo altri due links che ti potrebbero illuminare
    http://www.editoririuniti.net/content/sangue-e-cemento-le-verit%C3%A0-nascoste-sul-terremoto-abruzzo
    http://www.tracce.org/Mastri.html
    così..magari..leggi..ti informi…vedendo il DVD realizzato dal Gruppo 0..e leggendo il testo del dott.Mastri(dove troverai anche qualcosa riguardo il tuo santone…qui annoverato come fatto di cronaca)…informati..informa la tua gente…per il momento abbiamo avuto riscontro solo da questi giornalisti…ma io non mollo.
    Ho accolto l’invito a farti cambiare idea sulle “cavolate” che scrivo di cui non è credibile neanche una parola…la puoi cambiare anche stando a casa tua,semplicemente informandoti..magari,fai meno danni a gente già tanto danneggiata!

  6. eppursimuoveaq said,

    sono stata sgarbata..scusami..; ).ma non porre domande, anche ironiche, se poi non vuoi che una tra la gente che vanti di voler aiutare ti possa rispondere!magari…visto che non sto scrivendo da L’Aquila,ti invito a venire a curiosare in casa mia,così poi lo potrai raccontare,dove sto vivendo ora…in un ex-garage..con la terra che mi balla sotto il sedere e dove ogni giorno non sai se sperare se piova o no…perché non si riesce a distinguere il rumore del tuono dal boato che precede di qualche secondo la scossa.e con questo invito ti lascio…caritatevole amica…e ti ripeto…tornate a trovarci,qui tutto fa brodo!

    • M said,

      numero 1: questo si chiama spam e non è ammesso sul nostro blog.
      coordina le tue idee, mi sembri piuttosto disorganizzata, prima di postare ulteriori commenti.
      numero 2: io non ho nessun santone, non troverai nessun mio post a sostegno o meno delle teorie di Giuliani, non parlo di cose sulle quali non ho competenza. a differenza tua…
      numero 3: la tua presunzione è palese, non ti degni nemmeno di sapere chi sono, ma hai già stabilito che non sono preparata.
      non starò certo qui a replicare a chi non si prende la briga di leggere e connettere il cervello prima di scrivere.
      numero 4: L’Aquila deve ringraziare persone come te se dopo 4 mesi dal terremoto non è cambiato nulla.
      numero 5: tu pensa, c’è un’associazione de L’Aquila, la più antica in Italia, che pensa che io sia competente e mi ha accolto tra i suoi iscritti, mi ha difesa nella mia battaglia contro Berty e mi ha reso parte di quella protezione civile che tanto ti piace.
      numero 6: certo che tornerò, ho promesso ad amici che sarei stata con loro fino alla fine.

      Monique

    • M said,

      Ti ha risposto Monique e appoggio completamente quello che ti ha detto, ma questa non te la faccio passare:

      E per te Marta..mi fa piacere che vi siate fatti molti amici…magari riuscite ad organizzare un bel pic-nic …qui a L’Aquila..magari vi portate via qualche souvenir..e non mi meraviglio che molta gente aquilana vi abbia accolto a braccia aperte…qui tutto fa brodo..ed è per questo che siamo ridotti così

      Bisogna essere veramente gretti e meschini per dire una cosa del genere. Il resto del tuo intervento, sconclusionato e presuntuoso, si commenta da sè.

      Marta

  7. eppursimuoveaq said,

    -intervento sconclusionato?magari le conclusioni si possono trarre facilmente e sei tu che non se in grado!
    -intervento presuntuoso?non sono io che ho la presunzione di venirti a dire come funzionano le cose nella tua zona…esì,per altra via,presumo di avere consocenze che tu dichiari di non avere.
    -spam? no..è informazione…dici di non parlare di cose di cui non conosci..ma mi pare che ne parli eccome..più che disinformata e fiera di esserlo.
    -gretti e meschini? altri mi definiscono diretta e senza filtri
    -accendere il cervello? il mio davvero non si è spento mai…e forse avrei bisogno davvero di riposo
    -non so chi sei? non mi prendo la briga di leggere?ma come ..ho ripetuto le tue stesse parole con cui tu ti definisci.. e da qualche parte dovrò averle pur lette
    -è colpa di gente come me se le persone stanno ancora in tenda dopo 4 mesi?
    ma guarda,che non sono io a mangiarci su,ad assistere le persone in tenda nelle vesti di volontari foraggiando così raccolte fondi e finanziamenti a pioggia per questa caritatevole assistenza.Le persone sono ancora nelle tende perché i vostri emissari hanno interesse che vi restino.
    -mi arrogo il diritto di dire che non sei preparata?continua ..continua a parlare…si vede benissimo come sei preparata a gestire certe emergenze fisiche e psicologiche…più parli ..e più dai forza a quel che dico.
    -hai promesso a degli amici che saresti tornata?ed io ti ripeto..torna…tornate..cìè posto per tutti…non siamo in emergenza.
    Qui concludo..e questo confronto mi ha fatto capire ancora di più in mano a chi siamo.

  8. rob said,

    Io credo che sia profondamente maleducato avere un atteggiamento del genere nei confronti di qualcuno che – sebbene a modo suo e non a modo di qualcun altro – sta cercando di dare il suo tempo e i suoi mezzi a chi ne ha bisogno, che questo piaccia o no.
    Sebbene io – personalmente – non darei peso agli insulti e agli attacchi di chi mi dice che parlo per partito preso, se poi chi mi insulta è il primo a parlar per partito preso.
    Aldilà di questo, chi ha il tempo di mandare così tanti commenti di seguito (e questo tecnicamente non si chiama informazione, si chiama spam), con certi toni, dovrebbe trovare il tempo per leggere meglio per sapere chi ha difronte (che è quello che ha fatto Monique), web permettendo.Scendere dal piedistallo, poi, non sarebbe una cattiva idea 🙂

  9. eppursimuoveaq said,

    sì..sono maleducata ed sto anche su un piedistallo!ora..prego…continuate ad elogiarvi inter vos!chiamate anche qualche altro amichetto a commentare. :)…..greetings from L’Aquila

  10. Miss Kappa said,

    Gentile Signorina eppursimuoveaq,
    mi rincresce e mi stupisce il fatto che lei, essendo Aquilana, intervenga in questa sede usando uno pseudonimo. Non riesco a capire cosa teme. Teme forse di dover dare un volto ed un’identità alle sue idee? Io sono Aquilana e terremotata, e colpitissima dal sisma,ed attiva nel campo della controinformazione in merito alla tragedia che ci ha colpiti. Al contrario di lei, ho un nome ed un cognome, ed un indirizzo.
    Li fornisco : Anna Pacifica Colasacco, Costa Masciarelli n.8 L’Aquila
    E qui già mi pare che partiamo da basi diverse io e lei.
    Di tutto il suo scrivere mi ha colpito l’ultima frase del penultimo intervento: “e questo confronto mi ha fatto capire ancora di più in mano a chi siamo”
    Signorina, forse lei non ha capito che non siamo in mano a persone come Monique, aggiungo purtroppo. Siamo piuttosto in mano all’apparato della Protezione Civile che ha fatto dei nostri luoghi e delle nostre vite terreno di conquista e di speculazione. I volontari stessi della PC sono strumenti di questo macchinario diabolico e, a mia esperienza, per la maggior parte, impreparatissimi a fronteggiare una situazione tanto delicata, sia a livello pratico che, SOPRATTUTTO, umano.
    Monique mi contattò via blog già dalla prim’ora e giunse sul campo della tragedia con una tempestività che ci lasciò sconvolti. Da sempre si è prodigata con tutta se stessa per alleviare le nostre sofferenze, senza mai imporre nulla. Donando, senza pretendere niente in cambio. Ognuno poi, cara Signorina, ha il suo carattere, più o meno impulsivo, più o meno conciliante. Io giudico i fatti, e lo faccio con cognizione di causa. E Monique, così come le persone che sono giunte con lei, si sono sempre rimboccati le maniche, supportandoci ogni volta che NOI chiedevamo loro aiuto. Non si sono imposti dall’alto. Ed hanno fatto tutto con grande umiltà e disponibilità massima. Queste persone, signorina cara, non vogliono nulla in cambio da noi. Al contrario di chi, consapevolmente o meno, crede di essere giunto qui a colonizzarci. E si impone.Ha forse dimenticato lo stato di militarizzazione che ci è stato imposto?Non ha forse presente le decisioni che sono state prese sulle nostre teste e delle nostre vite, senza mai interpellarci? Un consiglio, Signorina, si accanisca contro quelle persone e porti rispetto a chi sta prendendo tanto a cuore il nostro problema senza tornaconto personale alcuno.
    Le dico queste cose senza rancore e con il massimo rispetto. E’ un invito alla riflessione, magari, se me lo consente, portata per mano da chi queste persone le conosce personalmente.
    Monique, un caro saluto. Noi tutti vi aspettiamo.

  11. eppursimuoveaq said,

    Gent.Signora Anna,non partiamo assolutamente da basi diverse.Il mio pseudonimo è dovuto all’omonimia col sito database che sto preparando,il mio nome è pubblicato in fondo all’articolo che ho scritto e divulgato anche su redazioni giornalistiche regionali.Con il massimo rispetto,Le dico invece che il mio punto di vista è lontanissimo dal Suo…che parla di colonizzazione e militarizzazione imposta.Inoltre,La ringrazio del suo intervento presentatosi alla mia invocazione di chiamare a raduno altri amici a cui far aggiungere ulteriori commenti.Le mie idee sono molto diverse dalle Sue…come anche probabilmente la mia estrazione sociale,che ben si distanzia dalla L’AQUILA BENE che probabilmente molto si avvicina alla sua,vista l’indicazione della sua residenza….e come ,con molta probabilità,anche la mia formazione scientifica che mal si presta ad inconcreti e pericolosi sentimentalismi….non mi stupisce,anche in base alle manifestazioni fatte da voi “abitanti del centro storico”,tale diversità di vedute. Ribadisco…l’invasione c’è stata..ma non da parte delle organizzazioni governative preposte all’assistenza emergenziale..la prima cosa che si apprende in un corso di preparazione è che quando ci sono grandi emergenze nel territorio in cui l’operatore in questione risiede,bisogna lasciare agire i colleghi provenienti dall’esterno del territorio…questo è quanto insegna un istruttore della Croce Rossa ai suoi “discepoli”…e non vale solo per l’Abruzzo,ovviamente…Non ho interesse alcuno nel sapere che tipo di persone siano dal punto di vista umano quelle che sono intervenute nel nostro territorio per iniziativa privata…non contano le intenzioni nelle emergenze,contano i fatti…e i fatti sono che gente non preparata e non incaricata a svolgere un preciso ruolo all’interno di un quadro complessivo organizzato,crea solo danno…cellule impazzite all’interno di un organismo che è sotto cura severa…invitando questa gente a venire nel nostro territorio,cara signora,rappresenta per Lei una grande presa di responsabilità….a cui forse Lei,in preda a sentimenti di amorevole riconoscenza,non ha pensato..bisogna essere lucidi,realisti e pratici…io,sinceramente,prima di aprire le braccia a parenti ed amici e ad invitarli nel nostro territorio,ci penserei più di 10000 volte…prima di mettere a rischio la loro incolumità..ma evidentemente Lei,per prodigarsi in tali gesti,avrà di sicuro informazioni e consocenze approfondite sulla situazione che possano escludere un pericolo in atto.Vi ripeto,non posso entrare nelle vostre teste e farvi capire cose che dovrebbero essere evidenti e palesi…mi sono sentita di risponderLe perchè troppo spesso ho dovuto combattere in questi mesi contro idee maturate fuori da ogni consapevolezza come le sue…ma se è arrivata alle sua età con questa forma mentis,non posso certe essere io a modificarla…fortunatamente,ho imparato a riconoscere le cose che non possono essere cambiate e quelle che non possono esserlo..per cui…inviti quanti più amici può..e continui a procedere con le sue idee…la ringrazio per la sua cortesia,ma non vedo sinceramente materia di confronto costruttiva che possa spingermi a postare altri commenti in questo blog ,sottraendo il mio tempo a progetti più proficui ed importanti,che magari porteranno ad un qualche risultato per il bene comune.Ripeto,continuate a scambiare inter vos amorevoli elogi…la carità cristiana avulsa da ogni cognizione razionale della gravità della situazione non fa parte né farà mai parte del mio sentire.Pertanto,la sorte sia con voi.Qui chiudo e mi disiscrivo dalla notifica di ulteriori mails.Saluti,Monica Pilolli

    • M said,

      imparare a non giudicare è sempre un ottimo esercizio di crescita, non posso che auspicare che diventi pure materia di studio prima di scienze.
      Au revoir

      Monique

  12. Miss Kappa said,

    Immagino che la Signorina Pilolli non leggerà quanto scrivo, essendosi, appunto, “disiscritta”. Noto che mi ha etichettato in base alla zona nella quale abito come rappresentante de L’Aquila bene. Ciò mi fa sorridere,e mi intristisce al tempo stesso. Queste divisioni sono oltremodo improficue per noi Aquilani, in questo momento di grande dolore. I comitati non fanno per me, essendo da sempre stata spirito libero e libera pensatrice. La riconoscenza, invece è terreno che pratico da sempre. Lo spirito cristiano non mi appartiene, credo mi appartenga, però, la lucidità per comprendere chi, preposto a dover supportare chi ha subito un lutto di dimensioni immani come il nostro, sia in grado di esercitare esclusivamente il potere e non l’umanità. Capisco che ciò possa risultare inutile a chi fa della razionalità bandiera che,però, non mostra di avere. Una dose di umiltà farebbe bene alla Signorina, ma non posso pretendere di insegnargliela io che neanche la conosco. Gliela insegnerà la vita.Anche se non leggerà, auguro alla Signorina Pilolli il meglio per la sua vita e quella dei suoi cari. In attesa dei suoi progetti che porteranno al bene comune.

  13. anna rita said,

    mi vergogno di essere lucolana….in questa circostanza ho potuto davvero vedere il bello e il brutto delle persone…chi nn conoscevo l’ho potuto conoscere e per alcuni davvero mi vergogno…amo il mio paese ma dopo ciò meglio chiudersi in casa e nn vedere mi hanno detto di essere troppo polemica quando denunciavo cose nn belle…e allora facciamo i pecoroni e diciamo che tutto va bene ache quando nn è vero..l’ipocrisia e la stupidità vanno avanti essere onesti ne vale la pena? per me sempre e comunque..baci a tutti

  14. Milano said,

    Gentili Signore,

    mi permetto di intervenire perchè seguo questo blog dall’inizio e credo che la signora eppursimuoveaq stia cercando di colpire i soggetti sbagliati. Se lei parla della presunta incompetenza delle persone che ora amministrano i campi, la ricostruzione e l’ordine della zona terremotata, le ricordo che Monique e Marta NON sono capocampo ma anzi più volte si sono scontrate con persone che a loro avviso, ma anche dal punto di vista del loro piccolo pubblico, stavano agendo in maniera sbagliata e proprio per questo motivo sono state cacciate. Lei inveisce contro due ragazze che vogliono solamente dare una mano. Ed io sono convinta che lei non abbia avuto occasione di leggere quello che effettivamente le due signorine hanno fatto nei campi ed alle persone che hanno incontrato. Provi a leggere qualche post addietro: hanno cucinato, hanno scavato i piccoli canali per il deflusso dell’acqua piovana, hanno sistemato la pavimentazione dei campi, hanno aiutato gli anziani, hanno giocato con i bambini ( la piscina se la ricorda?) e soprattutto hanno fatto compagnia agli sfollati di queste tendopoli.
    Le competenze le chieda a chi occupa posizioni ben diverse da chi scava per il deflusso: le chieda ai medici e le chieda ai capocampo. I quali, signorina, comunque credo non si tirerebbero indietro se servisse con urgenza un nuovo sbocco per l’acqua piovana anche se non sono ingegneri o architetti.

    Le ricordo che, in quanto volontari non vengono pagati né dallo stato, né dalle varie organizzazioni e sono sul territorio solo con le loro forze, ma in particolare queste ragazze non vengono ripagate nemmeno dal punto di vista umano da tutte quelle persone che come lei non apprezzano i loro sforzi e non hanno nemmeno l’accortezza di leggere quello che hanno scritto prima di attaccarle.

    Non fraintenda, non sono due sante, avranno i loro pregi e difetti ma io, prima di attaccare dicendo come avrei fatto, o quello che a mio avviso manca, mi ricordo che la vera differenza tra me e loro è che a pari voglia di aiutare io sono a casa mia e loro sono partite per l’Abruzzo. E allora modero i termini, perchè non meritano critiche DISTRUTTIVE come quelle che ho visto arrivare in questi mesi nel blog ma piuttosto COSTRUTTIVE per migliorare l’assistenza che stanno dando.

    Un’ultima cosa: non so se ha notato ma ho usato la parola Abruzzo, non l’Aquila, e non perchè io non conosca il territorio e non sappia quali sono le parti più colpite, ma solo perchè mi rende davvero disgustata il modo in cui lei, in una tragedia corale come questa, riesca anche a vedere la differenza tra lei a MissKappa, perchè vivevate in quartieri diversi della stessa città che comunque è stata colpita del terremoto.

    Come fa lei a fare delle differenze tra Aquila Centro e Periferia in un momento del genere?
    Sia grata ai volontari perchè non la pensano come lei: hanno deciso che, nonostante abitino in territori non colpiti dal terremoto, la tragedia dell’Abruzzo (alto basso medio o come vuole dividerlo lei) era ed è anche loro.

    Milano

    PS. Per Monique e Marta e tutti i volontari che le hanno aiutate: complimenti per la vostra forza di volontà. Credevo che fare il volontario fosse una esperienza come quella pubblicizzata in tv, che, oltre a portare aiuto, riempie il cuore di umanità e rende maturi. Invece la vostra storia nelle zone terremotate si sta rivelando un vero inferno. Non so davvero come fate a sopportare tutto questo.

    Con stima, di nuovo,

    Milano

  15. Danny said,

    Ciao, ho trovato questo thread veramente per caso, e come per tante altre cose, anche per questa scoperta devo ringraziare Anna.

    E’ parzialmente vero: in tutti i corsi si dice che il miglior soccorso arriva da fuori emergenza, perchè i mezzi di soccorso del luogo saranno danneggiati, perchè le persone avranno già da seguire la propria famiglia ecc.
    Subito dopo però a me hanno detto che quando arrivi “sul territorio” con la tutina fresca di bucato e tutti i mezzi possibili, vai a cercare i tuoi colleghi del posto e gli chiedi cosa devi fare, ti metti a loro disposizione.
    Come pensare di andare in un paese sconosciuto e sperare di insegnare agli abitanti come vivere in casa loro?
    E’ vero, il “metodo” non prevede aiuti non inquadrati. Ma forse non è perfetto come si crede.
    Qualche giorno in Abruzzo ci sono stato anch’io, e nei primi momenti avevo sicuramente l’idea “istituzionale”: vado là e li salvo tutti, ci penso io (anzi, ghe pensi mi).
    Basta poco però per capire che portare aiuti a scatola chiusa serve a ben poco, basta ancora meno per capire che se non interagisci con la gente del posto, di strada ne fai poca, e tutta in salita.
    Una PARZIALE scusante potrebbe essere che il Re Sole ha, lui per primo, esautorato di fatto tutte le autorità locali di qualsiasi potere.
    Per questo i volontari istituzionali potrebbero fare un po’ di fatica a chiedere “per favore” quando il capo non chiede ma ordina.

    Parole d’ordine potrebbero essere coinvolgere i civili nel nostro lavoro, farsi raccontare com’era la vita prima del terremoto e porsi come obiettivo il riuscire a ripristinarla tal quale, togliersi dalla testa che nella realtà tutto funzioni come sui libri sacri, rendersi conto che dietro ai numeri ci sono delle persone, e che ogni persona ha la sua storia, quello che va bene per 1, 10 o 100, potrebbe essere inaccettabile per il 101esimo.
    Capire che non basta mettere una persona in un monolocale nuovo perchè sia improvvisamente felice: ogni tanto occorre ricordarsi dei morti, e di quelli che sono ancora vivi ma sono dovuti andare via e non sai se e quando li rivedrai.
    Rendersi conto che questo bastardo di terremoto si è portato via delle vite, ha distrutto molti oggetti e beni “materiali” ma ha cambiato la vita a migliaia di persone: dalla sera alla mattina.
    Io non ci riesco a capire fino in fondo. Non l’ho provato e quindi non è vero che lo capisco. Per questo mi devo fidare di quelli che lo hanno provato e vissuto in prima persona, me lo devo far raccontare. E siamo tornati daccapo… quando sono partito avevo la valigia piena di oggetti inutili (che credevo preziosi) e quando sono tornato a casa era piena di storie, emozioni e sentimenti.

    Ho capito anche che ogni campo, ogni paese fa storia a se.
    Ci sono posti in cui le persone che ci hanno ospitato (IO ero ospite a casa vostra, non VOI nelle tende!) potrebbero dire solo bene.
    Ma ci sono anche altre realtà dove è andato tutto male, e non possiamo ascoltare solo i primo o solo i secondi.
    O meglio: i primi sono contenti, quindi cerchiamo di dedicare un po’ più di tempo a quelli che invece si lamentano. Se qualcosa che non va, un fondamento di verità ci sarà no?

  16. rob said,

    anna rita, per quel che può valere via web, ti mando un abbraccio 🙂

  17. Miss Kappa said,

    Danny,
    ce ne fossero di volontari come te.
    E sei venuto da me anche senza divisa 🙂 e con la sbrisolona.
    Sei tu, vero?

  18. Danny said,

    Si cara Anna, ma non chiamarla semplicemente sbrisolona: il nome depositato è Tortionata, a Lodi c’è solo una pasticceria che può usare quel nome e quella ricetta!

    Io ci volevo tornare a trovarti, ma “quelli della divisa” non hanno voluto e senza giustificazione, al lavoro non mi lasciano stare a casa.

    Un abbraccio a tutti, anche alla vostra concittadina che ha confuso un po’ le cose.
    D

  19. RSS Week #64: letture per il weekend - Matteo Moro said,

    […] Perché non ci volete a L’Aquila? […]

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