Oblio post-catastrofe

4 giugno 2009 at 11:25 (terremoto) (, )

Come nella migliore delle tradizioni italiote, finita l’onda emotiva scatenata dal terremoto, sta lentamente calando il sipario sull’emergenza. I mass media rassicurano sul procedimento regolare dei soccorsi, si parla di ricostruzione, di case dichiarate agibili, di prime chiusure dei campi nella cintura più esterna della zona colpita.

Ci stiamo già addormentando? Parrebbe di si.

Esiste una tendopoli, l’ormai nota ai lettori tendopoli di Spogna, in cui in tutto ci sono otto militari addetti alla cucina e tre, dico tre, volontari. Una è Monique, e le altre due persone sono sempre persone legate a noi, Marco e Ylenia, che sono presenti quando possono, in base alle proprie disponibilità lavorative. A Spogna ci sono 130 persone, quindi tre persone per badare alle loro necessità sono decisamente poche, specie alla luce del fatto che per la maggior parte del tempo lì c’è solo Monique. La gran parte delle persone che nel primo mese post-terremoto era accorsa qui, ora può venire solo qualche fine settimana. In parte è stata anche scoraggiata da sforzi mirati ad allontanare i volontari non registrati, in parte i problemi lavorativi incombono, ma per lo più si tratta di oblio post-catastrofe, che non è niente di nuovo in Italia.

Gli adulti del campo di Spogna sono impegnati tutto il giorno: chi lavora, chi si prodiga a cercare di tirare fuori dalla propria casa il più possibile prima che questa crolli definitivamente, chi si sta costruendo una casetta in legno con le proprie mani. Al campo rimangono, durante il giorno, principalmente gli anziani e i bambini, ovvero i soggetti che hanno più bisogno di aiuto, fisicamente e psicologicamente. A questo proposito, c’è più di qualcuno al campo che avrebbe bisogno di un supporto psicologico affidabile: sfortunatamente lo psicologo al campo, se va bene, arriva una volta la settimana, ed è sempre una persona diversa. Di che utilità può essere?

Perché ci dicono che tutto va bene, tutto è sotto controllo, quando non è così?

Perché bisogna lottare con capi e capetti e con le loro stupide ripicche e prese di posizione?

Perché ci sono persone che non accantonano la smania di comandare nemmeno davanti ad una tragedia?

Perché quando piove le tende si allagano irrimediabilmente e bisogna spalare fuori 40 cm d’acqua?

Perché tutte le chiese sono puntellate, ma delle case ci si occupa solo dopo? Perché gli sforzi per salvaguardare patrimonio artistico e civile non sono equivalenti?

Tutte queste domande una risposta ce l’hanno. Basta voler guardare più in là del proprio naso e non dimenticarsi di quello che sta succedendo.

Marta (revisione di Monique)

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4 commenti

  1. alberto said,

    ciao,
    complimenti per il blog e le foto allegate.
    potreste per piacere confermarmi che nelle tendopoli non c’e’ alcun collegamento internet? conoscete per caso qualcuno che vive in tendopoli e che abbia un blog personale?

    grazie!

    • ylenia said,

      Ciao Alberto, se parli della tendopoli di Spogna, no non c’è un Punto Internet, non so se qualche giovane si arrangia con la chiavetta. In altre tendopoli credo invece ci sia. Per quanto riguarda blog di terremotati conosco quello di Anna, lo trovi linkato sopra, sotto Miss Kappa.
      Domanda lecita…Perchè?
      Ciao

  2. margherita said,

    Ieri a Porta a Porta Il signor berlusconi parlando del problema degli sfollati dell’Aquila ci ha assicurato che massimo 80 giorni tutti avranno una casa,e che anzi, visto che ancora non sono state aperte le tante buste contenenti la richiesta di partecipazione alla nuova speculazione,non è detto che qualcuno si prefigga di farlo in tempi più brevi magari spendendo anche meno risparmiando su cosa non ci è dato saperlo.Non sò perchè ma mentre pronunciava queste parole mi è venuto il sospetto che dietro a tutto questo entusiasmo per quello che verrà(?)si celasse in lui l’intenzione di cancellare la memoria degli aquilani e si delineassero le nuove condizioni per un nuovo ordine sociale basato sulla indiscussa e cieca fiducia verso colui che è stato eletto democraticamente dal popolo e che ora tiene nella mani le nostre vite, anche quelle di coloro che pur di non votarlo si sarebbero staccati entrambe le mani.Se fossi aquilana pretenderei di vedere il progetto della new town prima che si inauguri l’inizio, affidarei lo studio sulla fattibilità e la sicurezza a gruppi di professionisti indipendenti, che lavorino a fianco di chi legalmente si aggiudicherà la costruzione,coinvolgerei la popolazione alla realizzazione delle nuove case al fine di rendere il tutto efficiente sin dall’inizio senza il ricorso di futuri e dispendiosi aggiustamenti strutturali, ma prima di tutto chiederei con forza che si facciano velocemente indagini per scoprire chi sono i responsabili delle vittime del terremoto e che queste persone prima di subito chiunque esse siano ne paghino le conseguenze,non il carcere ma lavori forzati nella ricostruzione del paese onde non dimenticare.Ciao a tutt*

  3. barbara said,

    Purtroppo noi italiani siamo fatti così. Finito l’impatto emotivo e le donazioni di 2 euro tramite cellulare, torniamo ai nostri problemi quotidiani dimenticando le persone che da mesi vivono una situazione irraccontabile.
    E poi, c’è qualcuno che ancora va in giro con il sorriso a dire che entro pochi giorni si rifaranno tutte le case… peccato che sono passati già due mesi e ancora non è iniziato nessun lavoro, come dice giustamente Marta 😦

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