Marco

29 aprile 2009 at 19:14 (terremoto)

Avevo deciso di non pubblicare storie personali, ma chiunque venisse in questi luoghi si renderebbe conto ben presto che è impossibile raccontare questi giorni, questi paesi, questi monti e questi eventi senza raccontare le tante storie delle persone che in questo duro momento nella vita degli aquilani hanno rappresentato e rappresentano per i loro concittadini una luce e un sostegno. Nel campo di Spogna tutti mi dicono che devo rendere pubblica la storia di Marco.

Marco è un abitante di una frazione di Lucoli, Collimento, un militare di professione. Si trovava in casa sua la notte del terremoto ed è stato fortunato: la sua casa, appena ristrutturata, regge all’impatto del sisma. La paura però è tanta e Marco carica la famiglia in auto per portarla via. Uscito di casa sente le grida di un vicino ed accorre in suo aiuto passando per un vicolo strettissimo dal quale piovono tegole e grondaie. Riesce a portare al sicuro il signor Vincenzo, ma la moglie è ancora in casa, e Marco corre a recuperare la signora terrorizzata ed incapace di uscire attraverso mura pericolanti. Sono salvi, e non sapendo che fare decidono di raggiungere la piazza del Comune. Ma sulla strada altre grida di aiuto.
Il badante del signor Alessandro Properzi, un anziano compaesano invalido, non riesce a portarlo da solo al pianterreno per fuggire dall’abitazione scossa dal terremoto. E Marco torna dentro ancora una volta, si carica Alessandro sulle spalle e riesce a portare in salvo anche lui.
Tutto il paese si raduna nella piccola piazza del Comune e si accampa nelle auto in attesa di notizie. Si capisce subito che il terremoto è stato forte, basta guardarsi in giro.
Gli stati generali del comune selezionano le aree dove attrezzare le tendopoli e si comincia ad organizzare. Marco sale a San Giovanni e lì, dopo 3 giorni, la Protezione civile arriva: scarica un po’ di tende, e poi scompare.
Marco, con l’aiuto di altri compaesani sfollati, legge le istruzioni ed inizia a montare il campo. Gli sfollati di Spogna sono, per la maggior parte, persone anziane, ma tra loro anche diversi bambini, dai 13 anni ai 18 mesi del piccolo Matteo. Tutti conoscono Marco, e fanno da subito riferimento a lui per ogni esigenza. Un po’ alla volta il campo prende forma, ma ci sono solo le tende. Mancano i bagni, le docce, manca la cucina, manca un minimo kit di pronto soccorso: manca tutto.
La Protezione civile a volte passa, tante domande e basta: e quali domande?
Non si chiede se serva qualcosa, si chiedono le autorizzazioni.
Non si chiede se serva una cucina, ma si dice che non si può più cucinare su fornelli di fortuna.
E questo racconto potrebbe andare avanti per ore, ma non è quello che voglio.

Io voglio parlare di Marco.
Marco organizza, soccorre, cucina, raccoglie vestiti e li smista, scende al campo più in basso a rifornirsi di generi alimentari, parla con le persone, le conforta, le aiuta. E Marco è uno sfollato come loro, come gli altri per i quali si sta prodigando. È in congedo volontario, non in servizio. Ma la voce che al campo di San Giovanni c’è l’esercito si sparge e altra gente comincia ad arrivare. Arrivano, cercano l’esercito e l’esercito è lui, Marco.
Sempre disponibile per tutti, nella sua uniforme che per qualche misterioso motivo è sempre pulita ed in ordine, anche se lui non sta fermo un momento.
Catia è sua moglie. Insieme hanno organizzato, da soli, un campo che ora ospita 80 persone nella tendopoli e quasi altrettante che vivono in camper, roulotte e tanti, ancora tanti, nelle automobili.
Ma qui tutti hanno un pasto caldo, il caffè sempre pronto, qualcuno sempre disponibile.
Qui sono arrivati i ragazzi del meetup “Amici di Beppe Grillo” di Napoli, stanno dando una mano, sono in gamba.

Due giorni fa l’arrivo di un piccolo contingente di militari: cinque ragazzi, hanno portato una cucina da campo e si occupano dei pasti per gli sfollati. Finalmente si riesce a mangiare con regolarità. E sono arrivati anche i bagni chimici: dopo 2 settimane dal sisma.
Marco è sempre qui, sempre presente, sempre disponibile. Marco non viene stipendiato per quello che fa. Quando telefona per cercare di risolvere tutti i tanti problemi di un campo in queste condizioni usa il suo cellulare; ha ricevuto una ricarica di 10 euro dalla TIM come tutti gli sfollati. Quando va a fare la spesa per il campo usa la sua macchina e paga la benzina, come quando accompagna un anziano in ospedale, a L’Aquila.
E passano i controlli, anche i NAS, e gli chiedono sempre se è lui il responsabile, ma sempre lui risponde che qui è solo il punto di riferimento dei suoi compaesani, perché un responsabile a San Giovanni non è mai arrivato.
E sinceramente, visto come vengono gestite le cose altrove penso sia meglio così.

Forza Marco, non mollare.

Foto da Collemento

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17 commenti

  1. Roma said,

    taggate bene ragazzi/e le vostre rivelazioni sono importanti. E’ bene che siate letti da molti. Grazie per questo lavoro che fate. Alla fine del vs percorso posso chiedervi di fare un quadro o un riepilogo dei campi che sono più o meno disagiati?

  2. ulfabius said,

    come sempre retwitto, ribloggo e passo per un incoraggiamento!

    un abbraccio!

  3. Roma said,

    scusate l’indelicatezza, “disagiati” per dire quali campi rispetto ad altri riscontrano gravi difficoltà. La mia non voleva essere un’espressione superficiale. Grazie

  4. M said,

    Non preoccuparti Roma 🙂 avevo capito bene e farò il possibile per accontentarti.
    Purtroppo tanto è semplice entrare nei campi autogestiti e tanto è complesso entrare in quelli ufficiali. Se non conosci qualcuno all’interno non hai nemmeno la scusa di una visita

  5. animalia said,

    Sono arrivata qua per passaparola, da Miss Kappa. Passo le informazioni, nel mio blog e su FB. Ciao!

  6. mazzetta said,

    per confrontare le foto dei danni con le condizioni pre-terremoto si può usare google street view, che ha pubblicato le immagini di quasi tutta L’Aquila poco prima del terremoto

  7. Q said,

    Sono arrivato qui gironzolando fra le notizie del terremoto.
    Avete tutta la mia stima.
    Vi leggerò quotidianamente, e vi segnalo sul mio blog.
    Grazie per il vostro impegno!

  8. Elle said,

    Ciao, Monique, e ciao, M.
    Grazie per tutto questo, davvero.

    Monique, ci vediamo dopodomani se siete ancoraa Spogna.

  9. Elle said,

    se, buonanotte.. volevo dir domani 🙂

  10. Cronache dal terremoto - Marco | dituttounblog.com - Un blog senza padroni said,

    […] terremoto09.wordpress.com – Confesso che leggendo questa bella storia non ho potuto fare a meno di commuovermi, forza gente […]

  11. Gabriele said,

    Ciao a tutti. Io sono Gabriele di Roma, anche io militare dell’Esercito. Ho letto questo articolo e, credetemi, leggere tante belle cose su Marco è quantomai per me bellissimo. Perché dite voi? Perché conosco Marco dal 1991, perché insieme abbiamo vissuto gomito a gomito diversi anni nello stesso Ufficio, a Roma. Marco ha lasciato in noi tutti un bel ricordo e quando ho saputo del terremoto, logicamente, il mio pensiero è andato a lui che, ormai da diversi anni, aveva scelto L’Aquila come casa. Quando l’ho sentito mi ha raccontato dei problemi che avevano, di ciò che mancava e di ciò che era stato fornito con gli aiuti, della paura degli sfollati e di come la gente, tutta, si stava dando da fare. Nel classico suo stile, non ha fatto una parola di tutte le cose che qui sono state raccontate, perché Marco è così. E’ una persona semplice che trasforma delle cose straordinarie in cose normali, quotidiane. Ha sempre vissuto, da che io lo conosco, il suo status nel modo più bello che si possa vedere, facendo del bene senza chiedere nulla in cambio.
    Forza Marco! Sei sempre nei nostri cuori!!

  12. M said,

    Marco sarà molto contento di leggerti 🙂

    Monique

  13. Una nuova richiesta urgente « Terremoto: dove gli altri non arrivano said,

    […] chiavetta per consentire agli abitanti del campo di connettersi ad Internet. Ci è stato detto che Marco a fine emergenza donerà il computer alla scuola elementare di […]

  14. Biancarosa said,

    Ho notizie da Spogna tutti i giorni. Questo paesino, fino a poco tempo fa, non sapevo nemmeno che esistesse, ora, viste le foto, conosco le strade, le case, le macerie (purtroppo) e le persone, sorridenti nonostante tutto, splendide! Vi penso sempre e siete nel mio cuore e, promesso, farò tutto quanto riesco per esservi, almeno un po’, utile.

  15. Martina « Terremoto: dove gli altri non arrivano said,

    […] Maggio 2009 at 19:50 (Terremoto) Martina ha 11 anni, è la figlia di Marco e mi ha adottata Tra noi è lei la più grandicella Questo è un tema scritto da […]

  16. Una piscina a Spogna? No, un parto « Terremoto: dove gli altri non arrivano said,

    […] (Terremoto) Devo fare una premessa prima di parlarvi del delirio della piscina. Da una settimana Marco non è più il capocampo di Spogna. Ha terminato i giorni di permesso ed è dovuto rientrare al […]

  17. Terremoto09 al GGDcamp Bologna « Terremoto: dove gli altri non arrivano said,

    […] che riuscisse, tra le lacrime, a raccontarmi quella notte quando tutto tremava. Sono rimasta per Marco e Catia che sono persone eccezionali e meritavano un aiuto. Sono rimasta per la signora Maria, che era […]

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