Non vuoi andare nelle C.A.S.E. o nei M.A.P.? Dì addio al contributo per l’autonoma sistemazione

16 gennaio 2012 at 21:13 (terremoto) (, , , , , , )

Il titolo dovrebbe essere abbastanza chiaro: siamo di fronte all’ennesimo schiaffo agli Aquilani.

O vai al progetto case (Map, fondo immobiliare) o rinunci al Cas. Era nell’aria un provvedimento che tendesse a tagliare i costi dell’assistenza alla popolazione. Il must al risparmio è arrivato da Roma e l’Sge ha ubbidito. Nel suo “ultimo atto” prima di restituire le competenze dell’assistenza alla popolazione al Comune dell’Aquila il commissario vicario, Antonio Cicchetti ha sottoscritto una direttiva datata 16 gennaio che sostanzialmente prevede gradualmente l’eliminazione del Cas per tutti i beneficiari, in luogo del quale sarà offerto un alloggio di progetto Case o Map.

Sempre meno soldi, sempre meno libertà.

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Docu 849

12 settembre 2011 at 13:33 (terremoto) (, , , , , , )

Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto siamo scese a L’Aquila.
In questo viaggio ci hanno accompagnate diverse persone,venute con noi per girare quel documentario annunciato in uno degli ultimi post.
Durante quei giorni abbiamo avuto modo di vedere le tante anime di quella città e, oggi, cominciamo a farle vedere anche a voi.

Finalmente è online il primo trailer, protagonista Anna Pacifica Colasacco, nota sul web come Miskappa che ci ha portato nella sua casa, in Costa Masciarelli, una delle zone più colpite dal sisma e ci ha raccontato come vive oggi a L’Aquila

Ricordiamo che chiunque può contribuire a sostenere il documentario, semplicemente acquistando una copia del video, contattandoci tramite email.

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Campagna Raccolta Fondi: Pronti? Via!

29 maggio 2011 at 11:08 (terremoto) (, , , , , , , , , )

Abbiamo aperto una campagna di raccolta fondi sul sito indiegogo.
Ci sono diverse opzioni per la donazione, sia per quanto riguarda gli importi, sia per le modalità di donazione.

Con Terremoto09 diventate co produttori del primo documentario LIBERO che vi racconterà la situazione Aquilana 2 anni dopo il terribile terremoto che ha devastato un’intera provincia.

Seguendoci su indiegogo potrete anche comunicare direttamente con lo staff tecnico che sta lavorando al documentario e avere così la possibilità di raccontarci cosa vorreste vedere, darci suggerimenti e avere notizie in tempo reale.

Quindi cosa resta da fare? cliccare il link!

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OTTOCENTOQUARANTANOVE

23 maggio 2011 at 09:28 (terremoto) (, , , , , )

Finalmente ci siamo. Questo progetto, fortemente voluto da Terremoto09, sta partendo.

“A due anni dal terremoto del 6 Aprile 2009 che ha devastato la città e la provincia de L’Aquila, si ritorna in quei luoghi.

Con gli occhi pieni di immagini ormai vecchie, il cervello imbottito di rassicurazioni, avallate dal silenzio che circonda la materia, andiamo a vedere come stanno veramente le cose lì.

A dispetto di altri documentari che vogliono sostenere tesi, questo documentario vuole capire una realtà distante anni luce da quella quotidiana del resto degli italiani.

Capire.
Capire cos’è successo.
Capire cosa sta succedendo ora.
Capire cosa c’è stato in questi due anni, per buona parte passati sotto silenzio.

Per fare questo, il mezzo a cui ci affidiamo è la testimonianza diretta delle persone che hanno vissuto l’evento e che devono combattere ogni giorno per conquistare pezzetti di normalità, che finisce con l’essere il più forte desiderio collettivo.

Gli Aquilani ci mostrano, attraverso i loro tentativi per ritornare ad essere una comunità cittadina, cosa significhi vivere oggi in quella terra che sembra ormai parte di una realtà parallela.
La normalità, accostata alla realtà de L’Aquila, fa infatti sembrare quest’ultima un altro stato o un pianeta alieno che noi intendiamo esplorare.

La voce delle persone, spesso assente in molti altri documentari o servizi giornalistici, diviene la protagonista in grado di guidarci e fare chiarezza sui numerosi dubbi che aleggiano intorno al “caso Aquilano”.”

Un documentario curato da Francesca Bonettini e Valentino Mastella (nessun legame con quel Mastella eh!), che porterà nelle vostre case la verità sulla situazione attuale degli Aquilani.

Per sostenere questo progetto vi invito ad andare sul sito produzioni dal basso e cliccare sul tastino “sostieni”. Bastano 15 euro per diventare co-produttori del documentario che riceverete comodamente a casa senza altri costi.

FaceBook English Version

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25 aprile

25 aprile 2011 at 10:55 (terremoto) (, , , )

Oggi é il secondo anniversario della nascita di Terremoto09. Due anni fa partivamo per L’Aquila.

Ecco potrei iniziare una filippica su quanto le cose siano rimaste immutate nel tempo.
Potrei anche pubblicare un sacco di foto che dimostrano come nulla sia stato fatto per la ricostruzione.

Invece penso di trascrivere solo un pensiero, un piccolo appunto del 1950 del Partigiano Dario, al secolo Luigi Marchini.

Vi chiedo perdono Compagni… perché se oggi vi svegliaste, in nulla della realtà italiana, riconoscereste i sogni e gli ideali in nome dei quali siete morti.

E con questo pensiero vi invito a resistere amici, perché solo con la Resistenza si ottiene la Liberazione.

Buon 25 aprile

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“Tutti hanno una casa”

10 aprile 2011 at 20:33 (terremoto) (, , , , , , , , , , )

Veniamo a conoscenza, tramite un articolo di Giornalettismo, dell’ennesima sparata di chi parla, nella migliore delle ipotesi, facendo sfoggio della peggiore ignoranza: Aldo Forbice, nella trasmissione Zapping di Radio Uno, raccoglie lo sfogo di un terremotato dell’Irpinia, e da lì si innesca la sua riflessione.

Riporto la parte significativa della conversazione, che si può trovare qui:

Ascoltatore: “Si tratta solo di una cosa, noto una certa irriconoscenza da parte degli aquilani e dei terremotati del Friuli, in quanto che loro hanno avuto a differenza di noi, [...] molti amici miei sono rimasti in delle topaie, dico topaie, container, per quasi venti anni. Ecco, noto questa grande differenza fra come sono stati aiutati loro, e in più a ogni piè sospinto Cialente il sindaco e altri politici poi protestano dopo aver avuto anche la cartaigienica nei gabinetti.”
Qui Forbice lo interrompe, e commenta: “Io penso che per la questione del terremoto ci siano state un po di strumentalizzazioni politiche. E’ vero quel che dice il nostro ascoltatore, tutti hanno avuto la casa dopo 3-4 mesi, chi non ha avuto la casa, pochissimi, sono ancora in albergo: le case ce le hanno. Certo il centro storico di un’antichissima città non si può pensare di ricostruirlo in pochi mesi e tantomeno in due anni, anche perchè i fondi ci sono, contrariamente a quanto si dice, però non si riescono a spendere facilmente per una città antica come quella, ci vorrà del tempo, e di questo dovremmo essere consapevoli tutti perchè le proteste con le carriole o di altro tipo sono solo operazioni strumentalizzate politicamente ma che poi non servono a nulla.”

Insomma, si inizia con la “guerra fra poveri”, propugnata da chi parla senza sapere nulla dell’argomento, per poi finire con una serie di constatazioni che di oggettivo hanno ben poco. Potremmo proporre a Forbice di venire a fare un giro dell’aquilano con noi, per mostrargli che ci sono ancora migliaia di persone che abitano in roulotte, camion riadattati e pollai da cui hanno sfrattato le galline… magari la prossima volta ci pensa due volte prima di aprire bocca.

Ricordiamo, ancora una volta, i numeri, che parlano da soli: su 79000 sfollati, solo 15000 vivono nelle C.A.S.E. e meno di 5000 nei M.A.P. E gli altri? Si arrangiano…

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Due anni

6 aprile 2011 at 13:51 (terremoto) (, , , , , , )

Solo un’immagine, che ci giunge da L’Aquila.

Noi non dimentichiamo.

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La farsa continua: falsa terremotata a Forum

27 marzo 2011 at 10:45 (terremoto) (, , , , , , , , , , )

A quasi due anni di distanza dal terremoto continua ad esserci profonda disinformazione e distorsione delle ormai poche notizie che arrivano sulla situazione del territorio aquilano.

L’ultima farsa in ordine tempo è avvenuta a Forum, come apprendiamo da questo articolo di Gisella Ruccia de Il Fatto Quotidiano.

Durante la trasmissione una donna abruzzese (ma non aquilana!) ha portato davanti al giudice l’ex marito, per ottenere da lui i soldi necessari alla riapertura della sua attività commerciale. Nel perorare la sua causa la signora ha dipinto un quadretto idilliaco della situazione in cui versa oggi il territorio aquilano. Cito dall’articolo:

Dalla iperbolica testimonianza della donna affiora un’immagine paradisiaca e sbrilluccicante dell’Aquila: dopo la devastazione totale (“la casa si rigirava, cadevano tutti…eeehm…i lampadari, si sono staccati persino i termosifoni dal muro!”), una città completamente ricostruita nei centri storici, una specie di Eldorado dove “tutti hanno le case”, non c’è più paura e “solo 300 aquilani sono rimasti fuori e mangiano e bevono a spese dello Stato”. E via all’apologia del divo Silvio: “Dobbiamo ringraziare solo il presidente Berlusconi. Non ci ha fatto mancare niente, ha dato a tutti case con giardini, garage e tutti lavorano. Voglio quei soldi perché tutte le attività hanno riaperto, tranne la mia. L’Aquila è in piena ricostruzione, sta tornando come prima (…) Sono rimasti fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare”. E non solo: nel centro storico della città “tutte le attività commerciali sono ricominciate, come e meglio di prima”.

Se siete di stomaco particolarmente forte, ecco anche il video. Sentirete anche voi che il tutto sa molto di imbeccata.

Continua quindi il vergognoso sforzo mediatico per vendere agli italiani un’immagine falsa e rassicurante del territorio aquilano, che in realtà si trova ancora in una situazione assolutamente precaria, dal punto di vista sociale, economico e infrastrutturale. A queste bugie non dovete credere!

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Dopo di Lui il diluvio…

2 dicembre 2010 at 11:36 (terremoto) (, , , , , , , )

Non bastava il terremoto. Non bastava il manganello della Protezione Incivile pronto a calare su ogni iniziativa. Non bastava nemmeno la distruzione di un territorio meraviglioso ad opera di speculatori al soldo del Governo.

No, serviva un’alluvione.

Serviva un’alluvione per riportare l’attenzione su un dramma che si consuma ogni giorno, ignorato ormai dai media e dimenticato dalla gente comune. Serviva un’alluvione per dimostrare che quel famoso piano C.A.S.E. è una immane idiozia, fatta di case costruite in cartongesso, sulle rive dei fiumi nei quali si scaricano le acque nere senza nessun depuratore, senza un serio progetto di urbanizzazione delle aree. Ecco sì, serviva un’alluvione.

Ma forse, e dico forse, gli Aquilani ne avrebbero fatto a meno.
Avrebbero fatto a meno di vedere le loro casette di legno, comprate senza alcun contributo da parte dello Stato, riempite da un metro d’acqua… cosa che accade nei pressi della caserma della GdF.
Avrebbero fatto a meno di tornare negli hotel.

Forse…

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Terremoto09 al GGDcamp Bologna

15 novembre 2010 at 21:29 (terremoto) (, , , , , , )

Sabato 13 novembre Terremoto09 ha partecipato al barcamp “Chi ha paura della Rete” organizzato dalle GGD Bologna e da TagBoLab, con un intervento dal titolo, “La paura della Rete genera persecuzioni”.

Durante lo speech abbiamo raccontato le persecuzioni subite a L’Aquila, durante i mesi di volontariato attivo, da parte della Protezione (in)Civile. Tutte cose che i nostri lettori già conoscono, ma tante altre persone no. Abbiamo parlato in piena libertà, e tante cose, per motivi di tempo, non le abbiamo potute raccontare. Abbiamo scelto ciò che ci sembrava più significativo, quindi speriamo che i presenti vengano qui a leggere tutto il resto.

Al termine dello speech, che ha commosso, fatto incazzare, e scatenato la sala, mentre Monique tornava al suo posto è stata fermata da una ragazza che non conosciamo, tra tante che salutavano, ringraziavano, stringevano mani, abbracciavano… questa ragazza le ha fatto una domanda: “Perché sei rimasta tanti mesi? Sei rimasta anche quando hanno iniziato a trattarti male, a perquisirti, a identificarti, a farti pressioni e minacce. Cosa ti ha spinto a restare a L’Aquila?”

Sul momento Monique non ha saputo rispondere, ma poi ci ha pensato: le risponde adesso da qui, dal blog, che è la causa di quello che abbiamo subito, ma è anche la nostra più grande risorsa.

Sono rimasta per Gabriel, che ha 14 anni e dopo il terremoto non parlava più… ma poi con me ha parlato e ha raccontato il “suo” terremoto.
Sono rimasta per Martina e Diana che scrivevano, poco dopo il mio arrivo al campo: “Al campo di San Giovanni ho conosciuto una volontaria davvero molto simpatica. Il suo nome è Monique. Secondo me lei è una persona speciale!”.
Sono rimasta per Anna, che non voleva entrare nelle costruzioni in muratura, ma ha trovato la forza per farlo stringendo la mia mano.
Sono rimasta per lo zio Baffo, che mi ha insegnato a fare il formaggio, stupendosi che una persona “giovane” volesse imparare e potesse coinvolgere i bambini in questa cosa.
Sono rimasta per nonna Ada, che mi ha detto tante volte, “sei la figlia che avrei voluto avere”.
Sono rimasta per Santino, che è davvero uno capace di prendere un toro per le corna, ma sono dovuti passare mesi prima che riuscisse, tra le lacrime, a raccontarmi quella notte quando tutto tremava.
Sono rimasta per Marco e Catia che sono persone eccezionali e meritavano un aiuto.
Sono rimasta per la signora Maria, che era invalida, su una carrozzina, ma che si illuminava ogni volta che entravo nella sua tenda per portarle un saluto o fare due chiacchiere. La ricordo sempre sorridente e sempre generosa in ogni suo gesto. Ancora oggi mi sveglio la notte, incazzata, per non aver potuto fare nulla per salvarla… la signora Maria è morta, nell’anno 2009, per un’infezione ai piedi. E’ morta perchè al campo non c’era un infermiere e a me hanno espressamente vietato di medicarle quelle piaghe nei piedi.
Sono rimasta per quello che Hermans, che mi ha accompagnata un giorno a salutare gli amici, ha visto e poi scritto sul suo blog: “Parto dall’affetto che le persone hanno dimostrato nel rivedere Monique e dalla luce nei suoi occhi mentre riceveva ed elargiva abbracci. Questa donna testona e così particolare, deve avere un cuore troppo grande altrimenti non me lo spiego come abbia fatto a donarne un pezzetto a tutte le persone che abbiamo incontrato.”
Sono rimasta perché c’era del lavoro da fare e io potevo farlo.
Sono rimasta perchè era giusto rimanere…

Lo rifarei altre mille volte.

Monique

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